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Mazzola: "No al passaggio della Orte-Civitavecchia nelle Piane del Mignone"

Mazzola: "No al passaggio della Orte-Civitavecchia nelle Piane del Mignone"

Netta contrarietà del Comune di Tarquinia a quanto previsto nel progetto preliminare proposto dall'Anas. La posizione condivisa è emersa nel corso dell'assemblea che si è svolta martedì alla presenza di cooperative e associazioni di categoria degli agricoltori. Individuate quattro criticità

TARQUINIA – «No al passaggio dell’ultimo tratto della superstrada Orte-Civitavecchia (S.S. 675 “Umbro Laziale”) nelle Piane del Mignone, come previsto dal progetto preliminare proposto dall’Anas». A lanciare lo stop il sindaco di Tarquinia Mauro Mazzola a nome di tutta l’amministrazione comunale, ma non solo, che si dice contraria a questa eventualità.

La posizione di contrasto è stata condivisa all’unanimità dalle cooperative e dalle associazioni di categoria degli agricoltori, nell’assemblea che si è svolta martedì con il vicesindaco Renato Bacciardi, gli assessori Sandro Celli, Enrico Leoni, Anselmo Ranucci, Maria Letizia La Valle e i responsabili degli uffici tecnici comunali competenti.

«Sono soddisfatto per l’esito positivo dell’incontro. – dichiara il sindaco Mauro Mazzola – L’unità di intenti ci garantirà una forza maggiore per presentare le nostre istanze all’Anas. ‘‘Non chiediamo la luna’’ ma il rispetto di un territorio, di una città e dei suoi abitanti». 

Quattro le principali criticità emerse nel corso dell’assemblea. La prima riguarda l’agricoltura. «Le Piane del Mignone sostengono un fiorente settore primario. L’attuale suddivisione dei terreni in lotti di circa 5/10 ettari, eredità dei piani di bonifica e di sviluppo rurale degli anni Cinquanta, ha fatto nascere aziende di piccola e media estensione, che sarebbero danneggiate dalla realizzazione della superstrada e dalle opere complementari». 

La seconda criticità rilevata interessa invece l’economia cittadina. «Il tracciato ipotizzato – spiegano dal Comune – avrebbe una forte ripercussione negativa su Tarquinia: da un lato allontanerebbe il notevole flusso turistico che interessa soprattutto i siti archeologici etruschi, Patrimonio Mondiale dell’Umanità dell’Unesco, con pesanti conseguenze per le strutture turistico-ricettive; dall’altro aumenterebbero in modo considerevole i costi dei servizi primari sostenuti dai Comuni interessati dalla superstrada, come per esempio quelli del trasporto scolastico e dei servizi sanitari-ospedalieri».

La terza criticità si riferisce alla «vessazione che i cittadini subirebbero per la mobilità, per l’assenza di uno svincolo vicino a Tarquinia, perché si prevede d’innestare la superstrada sulla statale Aurelia, futura A12, con la costruzione di uno nuovo in località Montericcio – Piane del Mignone». 

Ultima, ma non ultima criticità, coinvolge la viabilità locale: «è necessario – dicono dal Comune di Tarquinia – mantenere, con interventi di manutenzione e di messa in sicurezza, l’attuale tracciato della S.S.1bis Aurelia quale strada da destinare al traffico locale e percorso alternativo, considerato il pessimo stato in cui versa la provinciale 97 Valle del Mignone». (a.r.)

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