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OMICIDIO VANNINI. Chi l’ha visto?: «Ciontoli al Pit ha chiesto riservatezza»

OMICIDIO VANNINI. Chi l’ha visto?: «Ciontoli al Pit  ha chiesto riservatezza»

LADISPOLI – Fari puntati sui risultati degli esami relativi all’omicidio Vannini, il ragazzo ucciso da un colpo di pistola lo scorso maggio in una villetta di via del Gasperi a Ladispoli. Si continua a parlare delle tracce di polvere da sparo che le risultanze dello stub avrebbero confermato essere presenti sulle narici del sottufficiale della Marina di Ladispoli, il 47enne Antonio Ciontoli, ad oggi ancora indagato a piede libero per omicidio doloso. Del caso è tornata ad occuparsi anche la trasmissione ‘‘Chi l’ha visto?’’ che l’altra sera ha riproposto una ricostruzione della scena di quella fatidica sera del 17 maggio. Una ricostruzione sempre più dettagliata. Il colpo sarebbe partito accidentalmente, così continua a dichiarare Ciontoli, da una pistola, mentre Marco stava facendo una doccia. Ciontoli, secondo la trasmissione, avrebbe dichiarato davanti al pm che Marco gli avrebbe chiesto di essere bagnato con acqua fredda, mentre Federico Ciontoli, dopo circa 15 minuti, avrebbe chiamato il 118. «Federico mi ha detto che il 118 non gli ha creduto», avrebbe dichiarato Ciontoli agli inquirenti, sottolineando di aver provveduto a richiamare i soccorsi dichiarando però che si trattava di una ferita con un pettine. Sempre secondo la ricostruzione di Ciontoli, solo una volta arrivato al Pit di Ladispoli egli avrebbe raccontato al medico cosa era realmente accaduto, spiegando la sua situazione lavorativa e chiedendo la massima riservatezza.

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