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Scuola mosaicisti del Friuli, quasi tutti trovano lavoro

Dall’istituto di Spilimbergo escono gli artigiani più richiesti del mondo

Dall’istituto di Spilimbergo escono gli artigiani più richiesti del mondo

Roma- E’ una tecnica antichissima, perché già nel 3000 a.C. i Sumeri usavano piccoli coni di argilla dalla base smaltata di diversi colori, per proteggere e decorare la muratura in mattoni crudi. E’ il mosaico, mestiere ancora attuale, che in Italia ha un suo centro di formazione e produzione d’eccellenza: la Scuola Mosaicisti del Friuli, che dal 1922 opera a Spilimbergo (Pordenone) e ha formato generazioni di mosaicisti, tra i più richiesti al mondo.  È una scuola sui generis perché importa in regione studenti di tutto il mondo ed esporta opere d’arte nei luoghi più significativi. E assicura a chi la frequenta un’attività lavorativa. Infatti, grazie al corso professionale triennale, da 38 ore a settimana, 1.200 all’anno per 80-100 allievi, il lavoro è assicurato al 90% dei suoi iscritti: tanti lavorano in proprio, altri sono impiegati nei 90 laboratori della regione. I ragazzi che nel corso di quasi un secolo si sono alternati in questa scuola hanno infatti realizzato alcune delle opere musive più conosciute e apprezzate, a partire dall’imponente decorazione del Foro Italico a Roma. Dal 1933 al 1937, la Scuola di Spilimbergo, superando distanze e difficoltà, lavorò al progetto. I mosaici, suddivisi in parti e numerati, arrivavano a Roma col treno, imballati in casse. Una squadra, nominata dal direttore della Scuola, Antonio Baldini, e che a lui riferiva costantemente sull’andamento dei lavori, li metteva in posa. In epoca più recente, i mosaicisti friulani hanno realizzato, tra l’altro, le decorazioni del Monastero di Sant’Irene vicino ad Atene (oltre 1.000 mq.), del Kawakyu Hotel in Giappone (1.600 mq.) ed i lavori di restauro dei mosaici del Foro Italico in Roma. A Spilimbergo si apprende e si sperimenta l’arte musiva in un connubio di tradizione e innovazione, legame con la produzione artigiane locale e utilizzo delle più innovative tecnologie, nell’incontro con artisti, progettisti e designer.  L’obiettivo è coinvolgere lo studente in un percorso nel quale il saper fare si coniuga con una più ampia formazione scientifica e culturale. Così, accanto alle tradizionale materie di studio, come mosaico, terrazzo e disegno, si affiancano la grafica al computer, la progettazione musiva e la teoria del colore. E importanti interventi riguardano il restauro dei mosaici della fine dell’ Ottocento e di tutto il Novecento. Per essere ammessi occorre il diploma di scuola superiore o la promozione al terzo anno delle superiori e non aver superato i 30 anni di età, agli studenti stranieri è richiesta una buona conoscenza della lingua italiana.  Venticinque posti non riservati ai residenti nella regione.

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