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Bagni e camerini sporchi

Bagni e camerini sporchi

Così viene affidata l'Arena Pincio. Anche ieri in occasione del festival della danza si è presentato il problema: necessaria la messa a disposizione dell’aula Pucci

CIVITAVECCHIA – Camerini sporchi, bagni lasciati in condizioni pessime, pavimenti ricoperti di terra e sporcizia ovunque. Questa la fotografia dell’Arena Pincio, descritta da chi ieri sera era impegnato nella manifestazione promossa dalla Uisp.
Una struttura che potrebbe essere un fiore all’occhiello per l’amministrazione ma che invece continua ad essere una ‘‘cenerentola’’. E lo dimostra lo stato in cui puntualmente viene affidata a chi deve svolgere saggi o rappresentazioni varie. Non è la prima volta, infatti, che la struttura viene consegnata in questo stato. E questa volta non si tratta di una zona nascosta della città, ma di un’arena in pieno centro, proprio sotto le finestre degli amministratori locali. E in questi giorni la storia si è ripetuta. Quando gli organizzatori della prima edizione “Festival della Danza – 1° Memorial Lillo Passalacqua”, in programma ieri sera all’arena Pincio, si sono recati nella struttura per un primo sopralluogo l’hanno trovata in queste condizioni, con bagni e camerini praticamente inagibili. Eppure avevano versato il contributo, comprensivo delle pulizie, con diversi giorni d’anticipo. Ma inutilmente. L’iniziativa, che porta il nome dell’ideatore del festival, è ritornata ad animare il settembre civitavecchiese dopo molti anni di assenza: e questo è stato il bentornato. Sei le associazioni coinvolte: A.s.d.c. Ballet Center, A.s.d. Centro Danza Classica e Contemporanea, A.s.d. Dance Studio, A.s.d.c. Opera, A.s.d. Talent Art Factory e A.s.d. urban Style. Tanti quindi i ragazzi e le ragazze protagonisti della serata. Quando ieri si sono presentati nella struttura, la situazione era la stessa di qualche giorno fa: sporcizia ovunque. «Non è tollerabile» hanno tuonato finché, attorno alle 19, si è presentato un addetto alle pulizie per cercare di ripare al peggio. Ma alla fine si è deciso per la messa a disposizione dell’aula Pucci, trasformata in un grande camerino. Forse sarebbe stata auspicabile un’accoglienza diversa. O forse sarebbe il caso di regolare diversamente le modalità di utilizzo della struttura, di verifica e controllo dello stato dei luoghi, in modo tale da evitare simili spiacevoli situazioni. Aoprattutto perché la struttura, così come le altre comunali, non viene affidata a titolo gratuito.

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