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«La maglia potrebbe essere a casa Ciontoli»

«La maglia potrebbe essere a casa Ciontoli»

OMICIDIO VANNINI. Lo afferma l’avvocato Andrea Miroli durante la trasmissione tv ‘‘La vita in diretta’’. Sul presunto accanimento mediatico, mamma Marina: «Serve la verità, non nascondere le prove»

LADISPOLI – «Manca un tassello rispetto a quello che è emerso». Queste le parole dell’avvocato Andrea Miroli, difensore di Antonio Ciontoli, il sottufficiale indagato per omicidio doloso per la morte di Marco Vannini. Il legale, per la prima volta in onda al telefono nella trasmissione ‘‘La vita in diretta’’ ha commentato le immagini della scena dell’omicidio, sopra le quali sono stati sollevati alcuni dubbi: primo fra tutti la vasca da bagno, dove è avvenuto il fatto, completamente pulita, senza tracce di sangue. Un altro interrogativo ruota attorno alle macchie di sangue rinvenute sul pavimento: tracce ematiche davanti alla porta e non sullo zerbino, dove Marco sarebbe comunque passato quando trasportato dal piano superiore a quello inferiore. Enfasi anche sulla maglietta di Marco, non ancora ritrovata. Tutti gli indumenti sono entrati in possesso degli inquirenti, tranne la maglietta scura con la scritta bianca che potrebbe quindi avere indizi importanti per gli inquirenti. Marina, la mamma di Marco, da giorni continua a dichiarare che la maglia con la quale Marco è stato portato al Pit quella sera, seppure simile, non è la stessa. L’avvocato Miroli, da parte sua, parla di «accanimento mediatico», non solo contro l’unico indagato, Antonio Ciontoli, ma contro l’intera famiglia, «costretta a lasciare la casa ed andare a vivere altrove». Il legale, inoltre, proprio in virtù del fatto che la famiglia non può rientrare a casa, non esclude il fatto che la maglietta mancante sia a casa Ciontoli. Sul ritardo dei soccorsi l’avvocato in trasmissione ha specificato che ci sono degli aspetti che non sono ancora emersi, ma che andranno a giustificare il ritardo. Miroli sottolinea che quella tragica sera l’intera famiglia ha perso la testa, fatto che sicuramente ha influito sul comportamento dei Ciontoli quella sera, ma che a stretto giro emergerà. «Manca un tassello rispetto a quello che è emerso – dichiara l’avvocato Miroli – e che può essere giustificativo di un comportamento che può apparire discutibile o privo di senso». Emerso inoltre un particolare non approfondito, vale a dire la possibilità di un colpo alla spalla sottovalutato. A chiudere la trasmissione, le parole della mamma di Marco, Marina, la quale tramite un messaggio diretto all’avvocato Miroli in merito allo tsunami mediatico attorno alla famiglia Ciontoli scrive: “La giusta giustizia è assicurata dal dire la verità e non dal nascondere le prove».

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