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Hcs: sindacati sul piede di guerra

Hcs: sindacati sul piede di guerra

CIVITAVECCHIA – “Ormai il tempo dell’attesa è terminato: o l’amministrazione propone soluzioni o diventa anche essa parte del problema ed i lavoratori, dal canto loro, saranno pronti ad organizzarsi per difendere i loro sacrosanti diritti”. I sindacati, uniti, tornano ad intervenire sulla vicenda Hcs, all’indomani della consegna da parte del Pincio della relazione alla Corte dei Conti.
“Conosciamo le difficoltà – hanno spiegato Cgil, Cisl, Uil, Ugl, Usb e Fiadel – ma l’impressione di trascinarci in una vertenza troppo simile a quella della Privilege Yard è forte: da gennaio si parla di un piano industriale che nessuno ha mai visto. Ora è il momento di scoprire le carte, di mostrare il piano industriale in tutte le sue parti; piano che doveva essere presentato già il 15 luglio. O sarà impensabile continuare con il ricorso agli ammortizzatori sociali e sarà inevitabile un inasprimento della vertenza”.
Al momento il ricorso alla cassa integrazione ha permesso un risparmio, a detta dell’assessore Marco Savignani, di 300 mila euro. Assessore che ieri ha anche annunciato di voler convocare per la prosima settimana i sindacati. È vero però che in tutto questo tempo il dialogo non è stato cercato, se non per far firmare il consenso proprio alla cassa integrazione in Regione. 

“Nessun lavoratore è rassegnato, dimesso o sciocco – hanno aggiunto le parti sociali – è un diritto dei lavoratori sapere quale futuro li attende, come è un dovere dell’amministrazione comunaleconfrontarsi con le organizzazioni sindacali per ricercare il miglior futuro possibile per tutti. Siamo ormai stanchi di queste attese, di queste promesse che ad oggi non hanno portato a nulla se non ad una decurtazione dei salari dei lavoratori. Ora è il momento delle risposte concrete, di condividere linee serie e precise su cui poter discutere e confrontarci, non un pacchetto presentato all’ultimo momento con su scritto “prendere o lasciare”. La Democrazia non si interpreta, si pratica e basta, e in ragione di ciò che nessuno di noi è obbligato a firmare accordi capestro all’ultmo minuto e in assenza di corretta informazione e corrette relazioni industriali; non sarà così facile accollare ai sindacati la responsabilità di un mancato accordo”.

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