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Immigrazione: un’altra bimba paga con la vita

Nuova tragedia dell’immigrazione: una bimba siriana di 5 anni è morta nel naufragio del barcone su cui viaggiava al largo della Grecia, a nord dell’isola di Lesbo. La bimba era già priva di conoscenza quando è stata soccorsa in mare ed è morta all’ospedale di Lesbo. Altre 13 persone sono state salvate ma sul barcone c’erano in tutto 26 persone e quindi le operazioni dei soccorritori vanno avanti. 
Solo venerdì una bambina siriana di 4 anni è morta in un altro naufragio al largo della costa di Cesme, nella provincia occidentale turca di Smirne. E appena un paio di settimane fa la tragedia del piccolo profugo di Kobane, Aylan Kurdi, sulla spiaggia turca di Bodrum. Ma sono tanti i bambini morti annegati, insieme agli adulti, nei naufragi di questi mesi e anni.
Intanto l’Ungheria ha richiamato i riservisti per «gestire la situazione dell’immigrazione di massa» e nel frattempo ha completato la barriera «difensiva» di filo spinato di 41 km alla frontiera con la Croazia. Gli altri 330 km del confine con la Croazia sono segnati dal fiume Drava, difficilmente valicabile dai migranti.
Sono poco più di 20.700 i migranti entrati da mercoledì scorso fino a stamani alle undici in Croazia, passando illegalmente dalla Serbia e nei prossimi due giorni si aspetta l’arrivo di altri 40 mila migranti. Il presidente croato Kolinda Grabar-Kitarovic ha definito la situazione di emergenza peggiore di quanto si pensasse e che per questo sarà inevitabile il ricorso all’esercito: «A Tovarnik vi è un numero di migranti dieci volte superiore a quello degli abitanti. Non possiamo assorbire ulteriori arrivi. Vogliamo aiutare tutti – ha detto il presidente – ma prima di tutto vogliamo proteggere i nostri cittadini e garantire loro una vita normale, come pure la stabilità dello stato croato». (Ansa)

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