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Parentopoli, Marino: "Licenzieremo gli illegali"

ROMA- Le 41 assunzioni a chiamata diretta avvenute all’Ama tra il 2008 e il 2009 «furono frutto di decisioni arbitrarie e clientelari». Lo affermano i giudici della settima sezione del Tribunale nella motivazione della sentenza che il 27 maggio scorso ha condannato a 5 anni e 3 mesi di reclusione l’ex amministrazione delegato Franco Panzironi. Attualmente l’ex ad è in carcere perché imputato nel processo ‘Mafia capitale’, che comincerà il 5 novembre prossimo. Insieme con Panzironi furono condannati anche Luciano Cedrone già direttore del personale, Bruno Frigerio ex consulente esterno e Gianfrancesco Regard capo dell’ufficio legale.
Nella motivazione tra l’altro si sottolinea come «molti degli assunti fossero legati a rapporti di parentela o affinità con esponenti politici o a persone a questi ultime vicine ed erano espressione del volere, per nulla trasparente, dell’amministratore delegato». Nella motivazione ancora si sottolinea come tra gli assunti all’Ama ci fu colui che diventò genero dello stesso amministratore delegato, il figlio del responsabile della segreteria degli onorevoli Gasparri e Alemanno, la figlia del capo scorta di quest’ultimo a almeno altre sei persone vicine agli ambienti della politica locale della capitale. In un’altra parte della motivazione si legge che «nessuna garanzia veniva adottata dagli imputati Panzironi, Cedrone e Regard che vistavano le 41 assunzioni oltre che senza neppure una proposta motivata e senza allegazione di curricula in spregio a qualsiasi positiva verifica circa l’imparzialità nella trasparenza delle assunzioni, imposte invero da logiche clientelari e arbitrarie dell’amministratore delegato a cui si è fatta irragionevole acquiescenza».
Il sindaco Ignazio Marino parla di «ennesimo abuso, ennesima Parentopoli che conferma quello che avevamo sempre detto. Ora Ama dovrà procedere, come è giusto che sia e come impone la legge nel caso di assunzioni disposte in modo fraudolento, ai necessari licenziamenti del personale cui è stato fatto stipulare un contratto di lavoro che il Tribunale ha qualificato nullo di diritto

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