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Dehors, i commercianti attendono risposte dalla Sovrintendenza

Dehors, i commercianti attendono risposte dalla Sovrintendenza

CIVITAVECCHIA – Sui dehors tutto tace. Ottobre ormai alle porte e anche il maltempo. Una stagione estiva che si chiude non al massimo delle possibilità per i commercianti del centro cittadino, la causa: ombrelloni poco sicuri e un nuovo regolamento che tarda decisamente ad arrivare. L’attesa inizia ad essere pericolosa per l’economia di molte attività, che con l’arrivo delle prime piogge non posso più garantire il servizio all’esterno. L’incontro dell’assessore ai Lavori Pubblici Massimo Pantanelli con la Sovrintendenza è attesissimo da Ascom per diverse ragioni: la prima riguarda la possibilità di un nuovo regolamento con la modifica sugli ombrelloni, la seconda rispetto alle tempistiche e le soluzioni “tampone” da attivare nel breve periodo.  “Iniziamo ad essere preoccupati, – spiega Daniele titolare del Caffè del Corso – nella migliore delle ipotesi, se tutto andrà a buon fine e l’assessore sarà in grado di portare a casa il risultato, potremmo chiudere le pratiche entro la fine dell’anno, questo vuol dire che comunque non saremo messi nelle condizioni di lavorare per dicembre; la Sovrintendenza doveva arrivare  a fine luglio poi a fine agosto, ora a  settembre.”. Un  iter amministrativo dalle tempistiche lunghe,  al quale i commercianti civitavecchiesi, soprattutto quelli della zona rossa, iniziano a guardare con estrema preoccupazione e rassegnazione.

Le decisioni che verranno prese saranno determinanti, anche per una soluzione tampone e mettere i negozianti nelle reali condizioni di affrontare l’autunno. “Con l’assessore Pantanelli, è stata ottenuta la possibilità – afferma Vicenzo Palumbo dell’Ascom- della modifica del regolamento; in estate l’ombrellone, con l’autunno il nulla e poi la promessa dell’assessore alla Cultura Enzo D’Antò di farci partecipare al tavolo ma ad oggi ancora silenzio,  staremo a vedere. L’obiettivo ottimale sarebbe quello di uscire con due regolamenti diversi, uno per i  chioschi o uno per i dehors, due differenti questo metterebbe realmente i commercianti nella posizione di poter scegliere come lavorare e soprattutto al massimo delle possibilità”. Incontrare la Sovrintendenza sarà utile per trovare una soluzione intermedie, in un clima che è di rassegnazione per  i soldi persi dalle attività cittadine.

 

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