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Avvisi di garanzia: contestata la presenza di Pierini in giunta

Avvisi di garanzia: contestata la presenza di Pierini in giunta

Ladispoli. L'inchiesta è partita da una intercettazione telefonica tra due assessori nell'ambito di un'altra indagine. La delibera 95 approvata secondo l'accusa con il numero legale "garantito" da chi in realtà sarebbe stato assente

LADISPOLI – Era nato nei giorni scorsi il sospetto che a generare gli avvisi di garanzia al sindaco Crescenzo Paliotta, al segretario generale, e agli assessori Eugenio Trani, Marco Pierini, Francesca di Girolamo fossero state le rilevanze di un’altra inchiesta. 
Nello specifico sarebbe un’intercettazione telefonica che, secondo fonti accreditate, sarebbe intercorsa tra gli assessori Trani e Pierini, ad aver fornito alla procura una pista sulla quale indagare. 
Sempre secondo indiscrezioni fondate, la Procura contesterebbe la presenza dell’assessore Pierini, che avrebbe tra l’altro firmato la delibera 95 in qualità di assessore più anziano. 
In sua mancanza la seduta di giunta sarebbe risultata non valida per assenza del numero legale. 
Secondo quanto riferito dai diretti interessati, alcune delle persone coinvolte già sarebbero state ascoltate e la situazione sembrerebbe così ingarbugliata al punto da spingere ogni  persona ad avere un proprio legale. 
Ora ci si chiede quale sia l’inchiesta da cui partono le intercettazioni. 
Non è escluso che l’inchiesta coinvolga un numero maggiore di amministratori. 
Si suppone comunque che le indagini dell’inchiesta da cui sono partite le intercettazioni siano ormai chiuse.
Di certo, ad oggi, rimane il silenzio assordante dell’opposizione che non entra nel merito della vicenda. 
Uniche preoccupazioni che giungono in merito alla questione sono quelle che giungono dal Movimento 5 Stelle di Ladispoli e dai vari comitati, tra cui il Comitato per la Legalità.
Quest’ultimo, divenuto un progetto politico nelle ultime ore, ha chiesto a gran voce le dimissioni delle persone coinvolte nei fatti.

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