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Castrum Novum: un interesse che si rinnova

Castrum Novum: un interesse che si rinnova

Molto partecipata la conferenza sulla città fortificata svoltasi al castello. Resta aperto il dibattito circa l’eventuale precedente insediamento etrusco

S. MARINELLA – Forse anche per i reiterati e positivi echi giornalistici avuti nei giorni precedenti, la conferenza sulla città fortificata romana di Castrum Novum svoltasi al castello di Santa Severa, ha goduto di un grande successo di pubblico (oltre le 130 persone). La conferenza è iniziata con un incipit panoramico illustrativo fatto dal coordinatore degli scavi a Castrum Novum il direttore del Museo della Navigazione Antica dottor  Flavio Enei, per proseguire con i vari interventi settoriali effettuati dai professori francesi Sara Nardi Combescure dell’Università di Amiens e di Gregoire Poccardi dell’Università di Lille, dalla dottoressa Rossella Zaccagnini della Soprintendenza Archeologia del Lazio e dalla dottoressa Klara Paclikova dell’Università ceca di South Boemia. Durante gli interventi, è stato fatto il punto su quanto finora portato alla luce nella zona interessata dagli scavi in località Alibrandi. Non pochi sono stati i vari passaggi comunicati ad un pubblico piuttosto competente ed estremamente attento, su cosa sta emergendo (perché nonostante la prudenza degli archeologi si è parlato di situazioni molto interessanti che stanno ritornando alla luce e su cui gli archeologi ritorneranno nei prossimi giorni, documentando anche tramite foto, questi nuovi e per certi versi sorprendenti ed inaspettati rilievi magnetometrici, i reperti portati alla luce. «D’altronde non poteva essere altrimenti, considerando che la città di Castrum Novum, come è  ben documentato, ha vissuto la sua vita urbana per circa 800 anni dal terzo secolo avanti Cristo al quinto secolo dopo Cristo – dice Arnaldo Gioacchini – infatti rimane aperto il dibattito se la Castrum Novum romana è sovrapposta ad un precedente insediamento etrusco appartenente sempre all’antica etrusca Caisra, anche perché nel mare prospiciente non sono mancati i ritrovamenti in proposito; ritrovamenti tali da far pensare ad un vero e proprio approdo etrusco posto a Capo Linaro, in questo caso saremmo in presenza addirittura del quarto porto della potentissima Cerveteri, che già in questo senso godeva di ben tre porti in attività (Pyrgi,Punicum ed Alsium). Frau che alla fine degli anni settanta scriveva che “una variante notevole a questi impianti si rileva nel picco¬lo porto etrusco di Castrum Novum, databile alla fine del V° sec. a.C.  ove a parte la diga frangiflutti sempre distanziata dal fronte del porto si hanno moli costruiti in aree non lagunari”. Frau, fra l’altro, ritrovò pure i resti di una piscina romana che datò risalente al I° secolo a.C. però non disponeva certo dei mezzi di indagine subacquea di ora e quindi potrebbe anche non aver completamente scoperto tutto il porto etrusco di Castrum Novum; peraltro anche il porto di Alsium, il più piccolo della Cerveteri etrusca era, in base ai resti riportati alla luce, di dimensione molto contenuta. Gli archeologi che attualmente scavano i resti della Castrum Novum, non escludono questa ipotesi, solo che per suffragarla con fatti concreti dovranno prima esplorare il livello antico romano ed eventualmente scendere ancora a quello etrusco, una cosa questa che richiederà un congruo lasso di tempo». (Gi.Ba.)

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