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I batteri come impronte digitali, dalla ricerca un’arma in più contro i criminali

Novità in vista per la polizia scientifica, che in futuro potrà avere un’arma in più per trovare i criminali. Oltre a tracce e indizi, ci saranno infatti i batteri. Ogni essere umano è circondato da una ‘‘nuvola’’ di microbi che, se analizzati, conducono a una persona ben precisa, come se si trattasse di un’impronta digitale. È questa la scoperta di un gruppo dell’università dell’Oregon, che ha studiato l’aria di una stanza sanificata in cui si trovavano 11 persone. «Ci aspettavamo di rilevare il microbioma umano nell’aria attorno a ciascuno, ma siamo rimasti sorpresi dal riuscire a identificare la maggior parte degli occupanti della stanza campionando la loro nuvola di batteri», spiega James Meadow, tra gli autori del lavoro pubblicato su PeerJ e ripreso da vari media internazionali. I risultati potrebbero spiegare il meccanismo di diffusione delle malattie infettive all’interno degli edifici, ma anche identificare dove è stata una persona. «Le nostre conclusioni dimostrano che uno spazio che è stato occupato è diverso a livello microbico da uno vuoto, e per la prima volta abbiamo provato che ciascuno emette la propria nuvola personalizzata di batteri», sottolinea Meadow.

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