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OMICIDIO VANNINI. Per mamma Marina Marco «testimone scomodo»

OMICIDIO VANNINI. Per mamma Marina  Marco «testimone scomodo»

di DANILA TOZZI

LADISPOLI – Alta l’attenzione sull’omicidio Vannini. Al momento ancora nessuna novità trapela dagli ambienti giudiziari per dare un volto e un nome all’autore di quel maledetto colpo di pistola che ha distrutto la vita di Marco, dei suoi genitori, dei suoi parenti e degli amici. Due città, Cerveteri dove è nato Marco e Ladispoli dove è avvenuta la sua morte, sono tuttora con il fiato sospeso in attesa di quelle notizie che si fa molta fatica ad attendere con pazienza. «Perché non è possibile – vanno ripetendo in coro i famigliari di Marco – che quella sera tutti hanno visto ma nessuno ha parlato, i presenti sanno com’è andata ma non una sola parola è uscita da quella casa in cui si è consumato un fatto gravissimo». 
Un omicidio cui si è appassionata l’Italia intera. E sugli schermi delle varie trasmissioni saranno ancora una volta ospiti i parenti del giovane nella speranza di giungere quanto prima a una verità e trovare un po’ di pace. Rincorsi, pressati da un tour mediatico che si è messo in moto in modo inesorabile macinando persone, storie, cose, dando corpo a semplici voci.
 A tutt’oggi non ci sarebbero ancora perizie depositate; tutto tace dalla Procura in questa lunga e snervante attesa. Chi sparò veramente quella sera? Gli indumenti che indossava la vittima erano quelli? Perché non furono immediatamente allertati i soccorsi? Ma soprattutto chi aveva motivo di togliere la vita a un giovane neppure ventenne, bello, sorridente e amato? E l’esame autoptico è stato eseguito e quanto tempo occorre per saperne i risultati? Tutti interrogativi che dovranno avere una risposta. La mamma Marina, stravolta da dolore, ha dichiarato pubblicamente che Marco «era un testimone scomodo», che aveva visto qualcosa che non doveva vedere. In realtà il suo è uno sfogo, comprensibile, pieno di rabbia sorda e colmo di sofferenza perché l’unico figlio che aveva gli è stato tolto e, a distanza di mesi, non si capisce ancora il perché.

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