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Migranti, l’Ue fa passi avanti: «Hotspot entro novembre»

In una lettera ai leader Ue, il premier turco Ahmet Davotoglu dice di attendere l’arrivo di sette milioni di profughi dalla Siria, che probabilmente vorranno arrivare in Europa e chiede la collaborazione europea affinché si costituisca una ‘‘zona sicura’’ in territorio siriano per l’accoglienza dei rifugiati. Lo si apprende da fonti Ue. «La visita al centro di comando dell’operazione Eunavfor Med è stata un’occasione per essere aggiornata su quanto fatto nella fase uno. Ora sappiamo come lavorano i trafficanti di esseri umani della rotta centrale del mediterraneo e siamo pronti a smantellare la loro rete». Lo ha detto l’Alto rappresentante della Politica estera Ue, Federica Mogherini.
Alexis Tsipras finisce sulla graticola al summit straordinario dei leader Ue. Vari partner rimproverano alla Grecia le migliaia di migranti che attraversano la frontiera senza registrazione ed il fuoco che covava nella cenere si accende in una discussione sugli hotspot. Ma è uno scambio costruttivo, che porta alla decisione di fissare una data certa per la loro attivazione. «Entro fine novembre», spiega il presidente del consiglio Ue Donald Tusk.
L’Europa si ricompatta sulla necessità di riportare le sue frontiere esterne sotto controllo, dopo lo strappo con i Paesi dell’Est sui 120mila ricollocamenti.
Il vertice apre la strada ad un piano comune per far fronte alla peggiore crisi di profughi dal dopoguerra. Il premier Matteo Renzi parla di «notte importante».
È anche dai quattro premier (Repubblica Ceca, Slovacchia, Ungheria e Romania) che hanno votato contro il meccanismo di ridistribuzione e si sono visti imporre la decisione non ci sono state reazioni particolari.

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