Pubblicato il

Omicidio Vannini. Su Federico grandi quantità di polvere da sparo

Omicidio Vannini. Su Federico grandi quantità di polvere da sparo

Nell’esame dello stub analizzate anche la mani. L’avvocato Miroli: «Dati compatibili con la contaminazione»

LADISPOLI – In attesa dei risultati dell’autopsia e dei restanti esami, continuano ad emergere dettagli relativi allo stub e alle analisi effettuate sull’arma che la fatidica notte del 17 maggio uccise Marco Vannini, nella villetta di Ladispoli dove il ragazzo era a cena con la fidanzata Martina e la sua famiglia.
A rendere noti i dati relativi allo stub è stato il direttore della rivista Giallo durante la trasmissione Rai ‘‘La Vita in diretta’’.

Fogli alla mano, ha elencato nel dettaglio le particelle di polvere da sparo rilevate durante lo stub. Punto di partenza sono stati gli indumenti di Marco: a partire dalla maglietta, dove sono risultati presenti 8 particelle di polvere da sparo; poi le scarpe del ragazzo, che fuono ritrovate in camera di Martina: 3 particelle sulla scarpa destra e 5 sulla scarpa sinistra. Un dato interessante quest’ultimo che, secondo i presenti in studio, indicherebbe una certa vicinanza delle scarpe al punto dove il colpo è stato esploso.

Lo stub ha poi rilevato il numero di particelle sugli indumenti di Antonio Ciontoli e suo figlio Federico. Su Antonio sono state trovate in totale 42 particelle di polvere da sparo, mentre su Federico 87 (18 sulla maglietta anteriore, 29 sulla maglietta posteriore, 24 sul pantalone anteriore e 16 sul pantalone posteriore). Anche per quanto riguarda le particelle presenti sulle mani sono state trovate in quantità maggiore su mani e avambracci di Federico (3) rispetto a quelle di Antonio Ciontoli (1).
Altro dato importante, secondo il direttore Biavardi, è l’assenza di impronte digitali sull’arma, sebbene siano presenti sulla Beretta 3.80.
«La presenza di particelle di polvere da sparo sugli indumenti – dichiara l’avvocato Miroli, legale di Ciontoli – è compatibile con il fenomeno di contaminazione. Da questi dati, quindi, non emerge nulla di diverso da quello già rappresentato».
«La presenza di polvere da sparo – continua Miroli – conferma solamente la presenza dei soggetti sulla scena. Ciò che è rilevante è la presenza di polvere da sparo nelle narici». Dettaglio, quest’ultimo, messo in discussione dal criminologo Saladini il quale sottolineava che era un fattore rilevante la presenza e preponderanza di polvere da sparo tra il pollice e l’indice della mano. Saranno gli inquirenti nei prossimi giorni a chiarire e a fornire una chiave di lettura dell’accaduto più chiara.

ULTIME NEWS