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Pronunzio, la “Chiave di Volta” per il successo in libreria

Pronunzio, la “Chiave di Volta” per il successo in libreria

Appena uscito, il primo libro del bancario civitavecchiese ha subito scalato la classifica IBS dei thriller più venduti

di MASSIMILIANO GRASSO

CIVITAVECCHIA – In poco più di due settimane dalla sua uscita in libreria, “Chiave di volta”, il romanzo di esordio da scrittore del civitavecchiese Bruno Pronunzio, è già diventato un piccolo fenomeno editoriale. Il libro edito da Leone ha infatti scalato la classifica dei thriller più venduti da Ibs.it, il big italiano dell’e-commerce editoriale, arrivando – ad oggi – al secondo posto assoluto della top 10 dei libri più venduti negli ultimi 15 giorni.

Un cocktail dagli ingredienti ben dosati per un thriller che parte da un’azienda all’avanguardia tecnologica per attingere, un capitolo dopo alle atmosfere trecentesche dense di mistero in cui l’Ordine del Tempio viene sciolto per volontà di papa Clemente V. Ma il monaco Gerard de Vazeix è determinato a far sopravvivere segretamente il potere dei Templari. Esattamente sette secoli dopo, il tecnico informatico Stefano Zarri riceve per un disguido una Bibbia al cui interno trova una pergamena istoriata con misteriose scritte e disegni. Incuriosito, decide di indagare sul loro significato: giunge così nella vallata aretina del Casentino, antico crocevia di arte e spiritualità e luogo di origine di Michelangelo Buonarroti. Arrivato nei pressi del santuario francescano della Verna, però, Stefano finisce nelle mani di un’organizzazione filonazista che lavora per mettere questo mosaico di coincidenze, enigmi e messaggi in codice al servizio del quarto Reich.

 

Bruno Pronunzio

Bruno Pronunzio, 49enne funzionario di banca, molto conosciuto in città anche per i suoi trascorsi sportivi nella pallamano, si è tuffato nella scrittura quasi per gioco, due anni fa partecipando ad un concorso letterario a Dama, un paese del Casentino dove poi è ambientata una parte cruciale del romanzo. Da due paginette di un racconto estivo è nato un thriller che si legge tutto di un fiato, scritto in un linguaggio semplice e diretto, ma pieno di riferimenti storici che portano il lettore a spasso nel tempo.

Pronunzio, saltando su diversi piani temporali, dai giorni nostri al 1300, “rimbalzando” fino ai folli progetti nazisti di creazione della razza ariana, ha ricreato per il suo libro un clima che prende a prestito atmosfere e fascino di Dan Brown, ma anche tratti dell’Umberto Eco del Nome della Rosa. E l’accostamento a due giganti non deve fare arrossire chi ha saputo, con originalità, mettere insieme – semplicemente sfruttando la propria innata curiosità ed il gusto per l’approfondimento e la ricerca, soprattutto nei luoghi di casa, un mosaico di “coincidenze” storiche, fini osservazioni e richiami ai Templari, a Michelangelo e ai misteri che arrivano all’immancabile Sacro Graal, mantenendo alti ritmo e tensione narrativa.

E’ così che tra Dama, frazione di poche anime di Chiusi della Verna, in provincia di Arezzo, e Civitavecchia, Pronunzio, partendo da monumenti e verità storiche, imbastisce la sua storia, il suo “Codice”, non da Vinci, ma semmai di Michelangelo, giocando sui nomi, sul loro significato apparente e su quelli nascosti, proprio come la rosa di Eco, ricordando implicitamente che “stat rosa pristina nomine, nomina nuda tenemus”.

E in questo turbinio di riferimenti, tra latino, greco e modernissima genetica, chissà che Pronunzio, partendo proprio da un altro misterioso tesoro civitavecchiese, ancora oggi tutto da scoprire, non abbia già in mente di ripartire proprio dalla Cappella Sistina, altro luogo simbolo di “Chiave di volta”, per sostituire Michelangelo con Raffaello nel suo prossimo romanzo.

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