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Il Miramare avvia i lavori di restyling

Il Miramare avvia i lavori di restyling

Riemerge il caso immigrati. Bacheca: «Vedremo se rilasciare le autorizzazioni»

di GIAMPIERO BALDI

S. MARINELLA – Pensavano che non avrebbero mai più visto i migranti transitare per Santa Marinella, quei cittadini della Perla del Tirreno, che alcune settimane fa avevano inscenato una manifestazione di protesta per bloccare l’arrivo dei rifugiati, dopo aver saputo dal sindaco Bacheca che il Comando provinciale dei Vigili del fuoco avevano dichiarato l’ex albergo Miramare, la struttura che avrebbe dovuto ospitare gli extracomunitari, inagibile in quanto carente delle norme antincendio. La soddisfazione di coloro che pensavano che la questione migranti era da considerare chiusa, è durata appena 24 ore. Ieri mattina, infatti, il portone dell’albergo ha riaperto i battenti dopo circa un anno dalla sua chiusura, dopo cioè che il titolare, il signor Ferrucci, ormai in età avanzata, era stato ricoverato in una struttura sanitaria residenziale. A fare gli onori di casa è stato un dirigente della Croce Rossa Italiana, la onlus che ha vinto la gara di appalto indetta dalla Prefettura per la gestione dei migranti, che ha consentito l’ingresso a due tecnici di uno studio edile dei castelli romani, incaricati dalla famiglia Ferrucci di redigere un progetto per mettere a norma la struttura e quindi rendere agibile l’albergo all’ospitalità dei rifugiati. I due professionisti hanno effettuato un sopralluogo per verificare se le osservazioni fatte dai Vigili del fuoco in una relazione inviata al Comune e richiesta del sindaco Bacheca, possono essere risolte facendo dei lavori di restyling. I due tecnici sono stati molto vaghi sulla vicenda, ma si sono detti meravigliati che in quella struttura potessero essere ospitati dei migranti. I titolari dell’albergo quindi non mollano la presa. Intorno ai rifugiati c’è un giro di circa un milione di euro all’anno che potrebbero fare bene alle tasche di privati. In base alla relazione dei Vigili del fuoco, il Miramare presenta delle carenze, in particolare negli impianti termici ed elettrici, che risultano non conformi con le norme vigenti, le scale che non sono di tipo protetto, così come gli ascensori e gli arredamenti interni, il tutto sempre in base alle norme antincendio. «Noi continueremo a vigilare affinchè si raggiunga l’obiettivo di non collocare i rifugiati al Miramare – afferma il sindaco Bacheca – ovviamente, i tecnici, dovranno presentare al Comune la richiesta dei lavori da effettuare e noi, in base ai documenti, valuteremo se rilasciare o no le autorizzazioni».

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