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Ospedale: l'Agraria fa appello al Comune

Ospedale: l'Agraria fa appello al Comune

Dopo la sentenza del Tar sul terreno di fronte al nosocomio l'associazione pensa a soluzioni sinergiche per evitare un ulteriore stallo. Nei progetti anche la realizzazione di una sede unica per la Asl

CIVITAVECCHIA – Si dicono soddisfatti i vertici dell’Agraria, all’indomani della sentenza del Tar del Lazio che ha rigettato il ricorso avanzato dalla società Unicoop Tirreno la quale chiedeva il possesso tramite l’istituto della legittimazione degli oltre 6 ettari di terreno di fronte all’ospedale.
Ma ora è il momento di guardare avanti e di cercare di recuperare il tempo perduto. Perché se è quasi scontato il ricorso di Unicoop al Consiglio di Stato, per l’associazione è ipotizzabile anche una soluzione che possa rispondere alle esigenze di tutti gli attori della vicenda ed evitare che il terreno resti bloccato per altri anni, attraverso la realizzazione di progetti di interesse comune. Ma ovviamente serve la sinergia con l’amministrazione comunale.
«Oggi il terreno è tornato nella disponibilità dell’Agraria e quindi della collettività – ha spiegato il presidente Daniele De Paolis – e questo anche grazie al percorso intrapreso negli anni passati, quando eravamo in opposizione, ed insieme a Romano Angeloni presentammo le osservazioni proprio alla richiesta di legittimazione. Dobbiamo poi ringraziare Procura e Forestale per aver smosso la vicenda e messo un punto. Nel frattempo ci siamo già attivati per la reintegra del terreno, con il delegato al patrimonio Stefano Godani e l’assessore allo Sviluppo Alberto Volpi già all’opera per proseguire con il progetto inserito nel nostro programma».
L’idea è quella del parco archeologico, al quale si potrebbe aggiungere la nuova sede della Asl, proprio accanto all’ospedale, per una necessaria centralizzazione dei servizi sanitari ed un abbattimento dei costi d’affitto per l’azienda sanitaria con le sue quattro sedi sparse in tutta la città.
«La sentenza del Tar – ha aggiunto Volpi – ha anche ribadito che quel terreno non è più agricolo ma urbano ed esiste un piano integrato: il Comune deve quindi indicare la strada che ha intenzione di percorrere. Noi ci mettiamo a disposizione per tutto ciò che è di nostra competenza, vogliamo essere parte attiva. È vero il terreno è nostro, ma senza il Comune non possiamo poi fare molto».
Andrà comunque presa in considerazione la questione del reperimento dei fondi per la realizzazione di qualsiasi progetto, così come occorrerà attivare quel tavolo tecnico promesso da tempo per affrontare anche il problema degli usi civici.
Perché, a detta dei vertici dell’Agraria, la sentenza del Tar è anche un trampolino di lancio per avviare le procedure di alienazione degli usi civici, questione annosa alla quale l’associazione avrebbe messo le mani dal momento dell’insediamento della nuova dirigenza. «La sentenza dimostra – hanno spiegato – che non è possibile condonare né fare usocapione. Non è quindi possibile non pagare. Ma il consiglio che continuiamo a dare ai cittadini è quello di venire nella nostra sede, in viale Baccelli 35, per chiedere ed avere informazioni, per evitare di incappare in strade inutile e dispendiose. Noi stiamo procedendo con una presa d’atto di tutto quello che ci sta arrivando per giungere molto presto ad una soluzione».

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