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«Gli accessi di Pantano e Farnesiana rimangano aperti»

«Gli accessi di Pantano e Farnesiana rimangano aperti»

TIRRENICA. Intervento del Comitato per la mobilità e della lista ‘‘Per il bene di Tarquinia’’ dopo il via libera del Mit al ponte sul Mignone. «Dal sindaco verità a metà. La variante è stata seguita dai legali che difendono i cittadini nel ricorso giunto al Consiglio di Stato»

TARQUINIA – Verità a metà, quelle del sindaco di Tarquinia Mauro Mazzola, sulla procedura che ha portato il via libera al ponte sul fiume Mignone, nell’ambito dei lavori per la realizzazione dell’autostrada Tirrenica. A sostenerlo sono i cittadini del Comitato per la mobilità sicura e della lista civica ‘‘Per il bene di Tarquinia. «Il Sindaco di Tarquinia non smentisce mai la sua imprudente passione per la propaganda – tuonano i cittadini – al punto di dare notizie a metà come ha fatto nell’annunciare, come un suo personale obiettivo raggiunto, l’approvazione del progetto di variante alla viabilità locale del lotto 6A per recuperare il grave problema della mancanza di un ponte sostitutivo a quello che è già in uso dell’autostrada, il viadotto della ex Aurelia». «Il Sindaco sfoggia notizie senza dare i dettagli più importanti – tuonano dalla lista civica – intanto, la variante è stata seguita passo dopo passo dagli avvocati che difendono i cittadini di Tarquinia nel ricorso giunto al Consiglio di Stato: omette sempre di dire che i firmatari sono stati ricevuti tre volte dal responsabile della direzione di vigilanza delle concessioni autostradali per il Ministero dei trasporti, il dottor Mauro Coletta che ha firmato ogni passaggio istruttorio della variante». «Grazie a questi incontri – sposeguono dal Comitato – che sono stati organizzati presso il Ministero anche in presenza di Sat, siamo riusciti ad informare puntualmente sull’evolversi della situazione, con planimetrie, foto e documenti alla mano; ad avere accesso agli atti che oggi sono diventati un risultato disponibile a tutti i cittadini, grazie soprattutto ad un lavoro di informazione puntuale che ancora però non ha raggiunto il risultato finale». «Il 16 settembre – aggiungono lista civica e comitato – in occasione dell’ultimo incontro con il Ministero, era stata già annunciata dal dottor Coletta la firma dell’approvazione della variante nord, ma con estrema puntualità gli avvocati del ricorso e i residenti presenti all’incontro hanno richiesto a Sat, che ancora una volta era presente nella persona del direttore generale della Tirrenica Luigi Massa, di indicare i tempi di realizzazione del ponte e le relative complanari che, visto l’ingente spesa di circa 4 milioni di euro, sarà affidata a gara di evidenza pubblica e dunque con tempi di realizzazione di due o tre anni». «Prima di sbandierare risultati come fossero suoi – concludono i cittadini – il Sindaco dovrebbe preoccuparsi di avere certezze dal Ministero e soprattutto da Sat che gli accessi di Pantano di sopra e della Farnesiana rimangano aperti, finchè i lavori di realizzazione del ponte siano effettivamente realizzati; questa è l’unica garanzia che dovrebbe avere un Sindaco, invece che raccontare la verità a metà». «Resta comunque ancora da difendere la lotta dei residenti in sede giudiziaria contro gli abusi perpetrati in questi anni dalla Sat contro la viabilità pubblica e per questo gli avvocati ed i ricorrenti saranno presenti nell’aula del dibattimento al Consiglio di Stato l’8 ottobre. Il sindaco di Tarquinia piuttosto che esultare sull’avvenuta approvazione di una variante che di fatto rattoppa un pasticcio in cui hanno tutti la loro responsabilità, Ministero delle Infrastrutture e Comune di Tarquinia, dovrebbe dire altro, per esempio cosa sia disposto a fare nel caso gli accessi utili ai residenti non venissero lasciati aperti fino alla completa realizzazione del ponte e delle complanari, se insomma si metterà di traverso o continuerà a scrivere e basta». (a.r.)

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