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Nessuna traccia della t-shirt scura

Nessuna traccia della t-shirt scura

A ‘‘Chi l’ha visto?’’ mostrate foto che testimoniano la presenza in casa Ciontoli degli indumenti di Marco cercati a lungo. L’avvocato Andrea Miroli annuncia: «Restituiti ai carabinieri tutti i vestiti». Il legale Gnazi: «Si tratta forse di oggetti secondari»

LADISPOLI – Sul caso Marco Vannini emergono ulteriori foto e con queste ulteriori dubbi su quanto sia avvenuto la tragica notte  in casa dei Ciontoli. Foto ed elementi che sembrano contrastare alcune parti della deposizione di Antonio Ciontoli, unico accusato al momento dell’omicidio di Marco.
Delle foto esclusive mostrate dal programma “Chi l’ha Visto?” testimoniano chiaramente la presenza in casa Ciontoli degli indumenti di Marco, che a lungo sono stati cercati e reclamati dalla mamma del giovane, Marina, ed i suoi famigliari. Parliamo della canotta da bagnino di Marco e del costume bianco e celeste che sono comparsi in una foto scattata dai RIS nella camera di Martina. Nella stessa stanza ci sono anche le scarpe da ginnastica di Marco sulle quali risulterebbe essere presenza traccia di polvere da sparo.
Si può pensare quindi che le scarpe siano state portate lì dopo il drammatico sparo, oppure che il bagno non è il luogo nel quale è partito il colpo. Stessi dubbi anche sulla canotta ed il costume. Marco si è spogliato in camera di Martina per poi andare a fare la doccia percorrendo nudo il corridoio in una serata con così tante persone a casa?
Intanto in una brevissima dichiarazione in attesa di ulteriori approfondimenti, il legale della famiglia Ciontoli, Andrea Miroli, dichiara che la famiglia Ciontoli ha depositato giovedì sera presso i Carabinieri tutti i vestiti in suo possesso, indumenti tra i quali al momento non sembrerebbe essere presente la maglietta blu indossata a detta di mamma Marina quella sera del 17 maggio. Il legale della famiglia Vannini, l’avvocato Celestino Gnazi dichiara invece di non essere ancora a conoscenza della restituzione di oggetti appartenenti a Marco ma che, nell’eventualità che questo sia vero, si tratterebbe forse di oggetti secondari in quanto alla famiglia, ad eccezione della t-shirt blu, risulterebbe essere stato riconsegnato, sebbene in momenti diversi, tutto quello che Marco indossava quella domenica. 
Giallo invece sulla questione delle impronte mancanti sull’arma da cui è stato dichiarato sia partito il colpo. Anche su questo l’esperto della Polizia ha dichiarato che è altamente improbabile che dopo l’utilizzo dell’arma non vi siano neppure frammenti di impronte digitali. 
Un’eventualità del genere potrebbe accadere se si spara con un guanto oppure si ripulisce l’arma. 
Difficile pensare che a distanza di 4 mesi non siano già pronte tutte le perizie per poter trarre dei primi provvedimenti.  Non rimane quind che attendere ulteriori giorni per conoscere la verità dei fatti di quella fatidica sera. 

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