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«Non abbiamo voluto concedere la struttura»

«Non abbiamo voluto concedere la struttura»

IMMIGRATI. Prosegue il dibattito ad Allumiere. Tornano a prendere la parola i proprietari dell’albergo Il Faggeto. In tanti dicono no all’accoglienza in paese. Altri invece parlano di solidarietà

di ROMINA MOSCONI

ALLUMIERE – In collina prosegue il dibattito sull’accoglienza dei rifugiati politici. 
I proprietari dell’albergo ‘‘Il Faggeto’’, sito su cui era ipotizzata la realizzazione di un Centro di Accoglienza per Richiedenti Asilo Politico (Cara) ci tengono a precisare che «Non abbiamo assolutamente intenzione di dare in gestione il nostro albergo per una struttura del genere». 
I signori Profumo raccontano: «Siamo stati contattati e abbiamo fissato un appuntamento. Ma il giorno dell’appuntamento, quando ci siamo incontrati davanti all’albergo e abbiamo capito cosa volevano farci con la nostra struttura abbiamo chiesto esplicitamente se seriviva per creare un centro accoglienza e quando abbiamo capito che era così abbiamo stoppato tutti e abbiamo assolutamente detto no e ci teniamo a precisare che a quel punto non li abbiamo nemmeno fatti entrare a vedere l’interno della struttura. E’ importante sapere che il nostro albergo è stato ristrutturato nel 2013 ed è dotato di ogni confort, è in una cornice bellissima ed è ben collegato garantendo comunque tranquillità e pace. Abbiamo investito molto in questa struttura e quindi non ci pensiamo nemmeno a darla per questi scopi. Non è vero, quindi, che loro non l’hanno considerata idonea, siamo noi che non gliela diamo». 
Sull’argomento, accoglienza o meno, si sono registrati molti interventi di cittadini e associazioni che esprimono la volontà di «non avere un centro di questo tipo in paese» e sottolineano con forza: «Non siamo razzisti, nel nostro paese è forte il principio del volontariato e dell’aiuto agli altri ma fattivamente e obiettivamente non ci possiamo permettere di ospitare i tanti rifugiati e immigrati che arrivano e questo nessuno lo può negare». 
Altri evidenziano invece: «Non è paura, non è pregiudizio è solo che siamo un paese che non naviga nell’oro e non ce la faremmo mai a supportare un Cara». Ci sono però dei giovani che attraverso mail e telefonate si sono accodati al parere di Emiliano Stefanini (portavoce del gruppo ‘‘Sel’’ di Allumiere) e hanno espresso solidarietà a «Queste persone che sfidano la morte pur di scappare dalle guerre e dalla fame, non possiamo far finta di nulla». 

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