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Agraria, il centrodestra presenta ricorso al Tar

Agraria, il centrodestra presenta ricorso al Tar

Bufera politica a Tarquinia in vista del voto del 25 ottobre. Due liste in forza al centrosinistra ritenute in grave difetto giuridico. Oggi alle 18 commissione elettorale convocata d'urgenza. Lo schieramento che sostiene Catini chiede "il rispetto della legalità". Dalla parte opposta, a sostegno di Alberto Blasi, si preparano a contestare la validazione delle firme

TARQUINIA – Bufera politica nell’ambito delle elezioni per il rinnovo delle cariche del presidente e dei consiglieri d’amministrazione dell’Università Agraria di Tarquinia. Due delle 4 liste presentate a sostegno del candidato di centrosinistra, Alberto Blasi, sarebbero state presentate in evidente difetto giuridico. A sostenerlo sono gli esponenti del centrodestra che hanno rilevato ‘‘l’assenza di simboli di lista e addirittura fogli firmati in bianco, senza cioè che vi fossero riportati i nomi dei candidati alla carica di consigliere’’. Gli esponenti della coalizione di centrodestra, che sostiene il candidato presidente Manuel Catini, hanno per questo presentato stamane il ricorso al Tar del Lazio, chiamato a pronunciarsi sulla questione in tempi brevissimi, probabilmente entro tre giorni. Alla luce delle richieste del consigliere uscente Giovanni Guarisco (a sostegno della coalizione di centrodestra) è stata convocata oggi pomeriggio alle 18 una commissione elettorale urgente che, oltre a prendere atto del ricorso al Tar, affronterà anche i temi sollevati da Guarisco circa l’accertamento della data di presentazione delle liste, la verifica del numero dei presentatori e della regolarità dei moduli contenenti le firme. Lo schieramento che sostiene Manuel Catini chiede «il rispetto della legalità». Secondo alcuni voci che circolano, il centrosinistra non starebbe a guardare e sarebbe pronto a rispondere al ricorso al Tar del centrodestra, con una contestazione circa la vidimazione delle firme effettuata dal consigliere uscente, in forza al centrodestra, Anna Rita De Alessandris. Secondo il centrosinistra, la De Alessandris non sarebbe stata formalmente investita dall’incarico. Ma la ‘’comunicazione’’, di cui si fa riferimento nello statuto, sarebbe avvenuta verbalmente in sede di consiglio, e non sarebbe richiesta in maniera specifica una comunicazione scritta. Secondo gli esponenti di centrodestra, non ci sarebbe, quindi, alcuna  nullità di tali documenti, e men che meno il rischio della stessa candidatura dell’aspirante presidente Catini, come paventato invece dal centrosinistra. In attesa di fare chiarezza su tutti questi punti, è polemica politica con botte e risposte che trasformano Facebook in una sorta di ring. (a.r.)

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