Pubblicato il

"Non è questo il modo corretto di agire"

"Non è questo il modo corretto di agire"

CIVITAVECCHIA – La dipendente comunale disabile licenziata per aver accumulato 573 giorni di assenza per malattia, sarebbe stata sollevata dall’incarico senza preavviso. La madre della ragazza accusa l’ufficio personale del Comune di non aver rispettato accordi presi a voce. Questo il resoconto fornito dalla signora.
Circa due anni fa, dopo dieci anni di tirocinio nell’ambito del progetto “borse di lavoro”, la ragazza viene assunta a tempo indeterminato con contratto part time. Dopo pochi mesi però, le sue condizioni fisiche si aggravano drasticamente, tanto da costringerla alla sedia a rotelle. Ai problemi di mobilità si aggiungono poi quelli legati alla memoria che rendono impossibile alla lavoratrice lo svolgimento delle proprie mansioni. Le numerose assenze forzate rendono necessaria una consultazione tra la madre e l’avvocato Giglio Marrani, avvenuta due mesi e mezzo fa. Alla dipendente, una volta esaurito il numero massimo di assenze retribuite per malattia, sarebbe spettato un ulteriore periodo di 18 mesi non retribuito con il mantenimento del posto di lavoro e il versamento dei contributi, a patto che fosse consegnata la relativa richiesta di concessione presso l’ufficio personale. Un secondo requisito, non citato nel testo della deliberazione, ma che la signora assicura essere stato richiesto a voce proprio nel corso dell’incontro con Marrani, era che la dipendente si sottoponesse a una visita medica (un impegno che a parer suo sarebbe stato solo un ulteriore stress per la figlia già provata da numerosi esami clinici). Nel corso del colloquio, quindi, si sarebbe optato per la risoluzione immediata del contratto lavorativo. In questa sede la donna avrebbe preso un accordo verbale sempre con l’avvocato Marrani, che, in forma di cortesia, si sarebbe impegnato a redigere la lettera di dimissioni al suo posto. Una volta preparata la documentazione, sarebbe stata premura dell’ufficio contattarla per apporre la firma. Nella stessa giornata, però, madre e figlia devono recarsi all’Ospedale San Raffaele di Roma per la necessaria terapia riabilitativa che le obbliga a una permanenza prolungata fuori città. Non essendo stata contattata in alcun modo dall’ufficio personale in questo periodo, la signora apprende del licenziamento della figlia attraverso l’articolo pubblicato lunedì su Civonline.it invece che dalle comunicazioni ufficiali. “Da due mesi fa – assicura – sono tornata ieri sera. Nessuno mi aveva avvisato di questa cosa. Solo questa mattina è arrivato il messo comunale a portarmi la determina del licenziamento”. Adesso la madre della ormai ex dipendente del Comune ipotizza azioni legali. “Io avevo avvertito il tutor Mario Curi – dichiara – ho parlato con Marrani, con Mariella Marcotuli del personale, loro sapevano tutto. Sono pronta a contattare un avvocato perché questo non è il modo corretto di fare”.

ULTIME NEWS