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L'Authority punta tutto sulle merci

CIVITAVECCHIA – Sono le merci la prossima sfida del porto di Civitavecchia. Lo dice da tempo Pasqualino Monti, oggi commissario straordinario dell’ente in attesa dell’approvazione del nuovo piano dei porti e della logistica. Dopo le crociere e le autostrade del mare, il porto cittadino punta oggi dritto ad un obiettivo dichiarato da tempo. E la strada imboccata sembra essere quella giusta. La conferma arriva, ad esempio, dal nuovo traffico auto possibile grazie alla sinergia tra Fca e Grimaldi. Proprio dal fronte dell’accordo che ha portato a Civitavecchia tutto il traffico della produzione auto di Melfi e ora anche di Cassino da inviare sul mercato Usa arrivano segnali interessanti: gli obiettivi prefissati per fine anno sono stati raggiunti con largo anticipo: “Ci eravamo prefissi l’imbarco di 100 mila autovetture per fine anno – spiega ancora Monti – ma già ad agosto eravamo oltre tale quota”. Intanto proprio nei prossimi giorni verrà inaugurata la nuova linea Civitavecchia- Termini Imerese, con due rotte giornaliere. «In questo caso l’obiettivo – continua Monti – è di portare via mare il traffico di prodotti ortofrutticoli siciliani per il grande mercato della Capitale. Che oggi viene rifornito via gomma, con i tir che passano lo stretto e poi risalgono la A2 ma che d’ora in poi potrà essere rifornito completamente via mare. E se fosse completato il collegamento infrastrututrale del porto verso Orte e l’A1 si potrebbe immaginare anche uno sviluppo di traffici verso il nord Italia e l’Europa”. E c’è poi il progetto del nuovo terminal container: una volta pubblicato il piano economico finanziario della Compagnia Porto ((65% Gavio, poi Enel e Ludoil) pronta ad investire oltre 300 milioni di euro (altri 200 sono fondi comunitari), passeranno 60 giorni per la presentazione di eventuali progetti e poi si andrà alla firma e all’avvio dei lavori. Intanto si attende l’approvazione del nuovo piano dei porti che potrebbe vedere l’Authority laziale prendere la gestione del porto di Ortona, 30 chilometri a sud di Pescara. Sarebbe la prima autorità portuale ad avere competenze su due mari differenti. “Bisogna superare per i porti il concetto i territorialità – ha concluso Monti – i porti sono piattaforme logistiche ed esclusivamente da questo punto di vista vanno individuate le possibili aggregazioni. In particolare il progetto Ortona permette al sistema portuale italiano di aprire un fronte di business del tutto nuovo e non si pone certo l’obiettivo di andare a prendere traffico da altri scali adriatici. L’obiettivo è di sottrarre infatti traffico su gomma alla direttrice Turchia-Spagna che oggi passa attraverso i Balcani e entra nell’Unione, con tutti gli annessi servizi di sdoganamento, dalla Slovenia. Abbiamo già preso contatti con diversi gruppi industriali interessati. Le merci arriverebbero ad Ortona via mare e di li arriverebbero su gomma a Civitavecchia in circa tre ore di tutta autostrada, con A14, A25 e A12”.

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