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Marco morto dissanguato

Marco morto dissanguato

OMICIDIO VANNINI. I legali della famiglia confermano il contenuto della perizia: «Il ragazzo si sarebbe potuto salvare». Il cugino Alessandro: «È solo una prima soddisfazione. Useremo tutte le nostre forze affinché ci sia giustizia e verità»

LADISPOLI – «La perizia del medico legale conferma che Marco si sarebbe potuto salvare». Queste sono le parole con cui l’avvocato Mauro De Carolis della famiglia Vannini conferma il contenuto dell’esame autoptico eseguito sul corpo del giovane Marco. La causa della morte sembra quindi essere il dissanguamento. Sebbene la perizia sia ancora in mano agli avvocati, il medico legale Luigi Cipolloni, alla domanda se il ragazzo è morto per dissanguamento, risponde: «con un colpo al cuore, se era morto per il cuore, moriva dopo 3 ore?» Una questione che non lascia dubbi al fatto che sia stato un dissanguamento dovuto al ritardo nell’attivazione e nel conseguente arrivo tardivo dei soccorsi a causare il decesso del giovane. Una morte che ha atteso fino alle due di notte, dopo il vano tentativo di trasportare Marco in elisoccorso fino al Gemelli a Roma quando ormai era però passato troppo tempo. Se non ci fossero stati tutti quei ritardi nel chiamare il 118, il ragazzo sarebbe potuto arrivare in tempo presso un ospedale adeguato ad operarlo. Da attendere comunque ancora la perizia dei Ris che, secondo quanto appreso, non sarebbe stata ancora consegnata. Da chiarire anche i risultati della perizia balistica utilissima a dare una ricostruzione della dinamica di quanto accaduto: quale è la pistola che ha sparato? Perchè Marco aveva il braccio leggermente alzato? Perchè il colpo è stato esploso dall’alto verso il basso quando Marco era il più alto tra i presenti? Cauto nei commenti l’avvocato Andrea Miroli, legale della famiglia Ciontoli, il quale non rilascia dichiarazioni in merito all’estensione del capo di accusa di omicidio volontario in concorso nei confronti dei cinque presenti quella sera, ma dichiara che «rimane in attesa delle mosse che farà la magistratura». Soddisfazione invece è stata espressa dall’avvocato Celestino Gnazi, della famiglia Vannini. «Quello che ha dato impulso alle indagini è senz’altro l’esame autoptico, che ha tenuto presente anche dei momenti successivi all’esplosione del colpo. Ognuno dei presenti in quella casa ha una responsabilità e un ruolo diverso. Ci auguriamo che qualcuno parli, nel proprio interesse. Ciò ci permetterà di giungere alla verità». Anche Alessandro, cugino di Marco esprime soddisfazione: «Dopo più di 4 mesi per noi è la prima piccola soddisfazione e non ci fermeremo certo qui. Useremo tutte le nostre forze come abbiamo fatto fino ad oggi affinché ci sia giustizia e verità per Marco»

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