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«Noi abbiamo il dovere di dire come ci immaginiamo Cerveteri domani»

Intervista a tutto tondo a Giuliano Donato su Ostilia, accordi politici e Prg. Il fondatore del gruppo Anno Zero analizza da vicino l’urbanistica della città

Intervista a tutto tondo a Giuliano Donato su Ostilia, accordi politici e Prg. Il fondatore del gruppo Anno Zero analizza da vicino l’urbanistica della città

di LUCIANO ROMEO

CERVETERI – Giuseppe Donato, fondatore di Anno Zero, racconta attraverso un’intervista i suoi punti di vista sui temi caldi della città: Ostilia, Prg e alleanze politiche.
Attraverso le parole di Pascucci e Tidei è stato confermato un incontro tra loro, nel quale si è parlato anche di Prg. Cosa ne pensa? 
«C’è una brutta abitudine di pensare che l’urbanistica sia una scienza occulta, ma parlare di urbanistica è parlare del futuro del nostro territorio, del nostro paesaggio, quindi è ineludibile la necessità di coinvolgere quanti più cittadini possibile allorché si trattano temi come questo. In quest’ottica i Patti Territoriali del ‘98, bisogna tenere a mente che sono del ‘98, erano verso questa direzione. A Cerveteri ci sono state più di 40 proposte che avevano delle logiche di riqualificazione, però in un contesto del 1998. Stava alle istituzioni accogliere quelle proposte ed inserirle in un progetto. Quello che è mancato è probabilmente il progetto. Dopo venti anni si ha il dovere di rivalutare se quelle proposte sono ancora compatibili con le esigenze dei cittadini che gli amministratori rappresentano».
Su Ostilia cosa possiamo dire?
«Io ritengo che sia vergognoso che dopo quaranta anni di scelta, giusta o sbagliata che sia, verso la crescita urbanistica della zona al mare, si abbandoni la città e i cittadini ad una condizione di squallore urbanistico come quello che vediamo quotidianamente. Quello è comunque un bene di tutti i cittadini che arrivano a Cerveteri. La situazione Ostilia è molto intricata, ma qualcosa si può capire. Gli esperti ci devono spiegare perché certe cose sono accadute, ma come districare la matassa deve essere appannaggio dei cittadini e di chi li rappresenta, di chi ha l’onere di rappresentarli. La maggioranza attuale ha messo Ostilia tra i primi punti del suo programma, io ritengo che sia doveroso dare una risposta verso una soluzione. È chiaro che poi la risposta potrà piacere o meno, ma è dovere di chi governa prospettare il progetto di città che si ha davanti, ben sapendo che qualsiasi cosa di inadeguato venga compiuto si corrono dei rischi, è ovvio, ma ciò non autorizza ad esimersi dal dovere di prospettare una soluzione. Altrimenti invece di quaranta gli anni diventeranno cento. Questo è il tipico problema italiano, non decidere».
Perché, secondo lei Tidei, che afferma testualmente, «sono avvocato e la cosa non è ininfluente», ha contestato la «bruciatura dei patti territoriali»?
«Io rispetto fortemente Tidei, ha fatto delle egregie cose, come uomo politico non posso che rispettare l’operato di un uomo politico che si è speso per il litorale con una serie di iniziative. Mi preoccupa quando da legale dice di voler difendere determinati interessi. Ciò non mi compete e non mi riguarda, non voglio entrare in quella polemica. Spero però che non si arrivi nelle sedi legali eventualmente chiamate a decidere, che non si arrivi a scontri di questo tipo».
Parliamo di questa alleanza trasversale, non tanto sulla raccolta firme, quanto sul contrasto alle linee guida per il nuovo piano regolatore, cosa ne pensa?
«Lo trovo sconvolgente, le linee guida nascono per essere degli atti di indirizzo, è doveroso da parte di chi amministra, di chi è stato scelto, di indicare quello che è il futuro di questa città, queste sono le linee guida. Non sono Bibbia, Vangelo o atto di fede, noi abbiamo il dovere di dire come ci immaginiamo che sia la Cerveteri di domani. Il mio gruppo politico era per crescita zero, però nel momento in cui abbiamo poi scelto di stare insieme ad altre forze abbiamo valutato che forse non era il caso di irrigidirsi su questi aspetti. Oggi abbiamo una crescita di volumetrie, non ci siamo chiusi, ma quali sono i progetti da portare avanti, quello è un qualcosa che è tutto aperto. Le nostre idee abbiamo il dovere di dirle, il cittadino ha il diritto di sapere, anche per scelte politiche future. Garantisco la piena disponibilità ad ascoltare cittadini e associazioni e gruppi politici nel percorso successivo. Non c’è alcuna volontà di premiare qualcuno o punire qualcun altro. Pensare ad accordi nel cassetto ferisce fortemente chi ha portato avanti questo discorso. Mi auguro un doveroso ed auspicabile dialogo».

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