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Il cuore di Marco ha continuato a battere per 4 ore

Il cuore di Marco ha continuato a battere per 4 ore

OMICIDIO VANNINI. I nuovi dettagli sull’autopsia confermano il dissanguamento. Shock emorragico la causa della morte del giovane che poteva essere salvato se i soccorsi venivano chiamati subito

LADISPOLI – Il cuore di Marco ha continuato a battere per quasi quattro ore prima di fermarsi. È questo ciò che afferma l’autopsia effettuata sul corpo del giovane ragazzo.

Un esito che va a confermare quanto già era stato affermato dal consulente di parte, il dottor Piaggio, nella sua perizia depositata lo scorso 22 maggio. Secondo quanto dichiarato dal medico medico legale, uno shock emorragico ha causato la morte di Marco, intorno alle 3,10 del mattino del 18 maggio. Un colpo esploso intorno alle 23:00 con il proiettile che è entrato nella spalla di Marco, ha camminato fino ad arrivare a lesionare direttamente alcune delle funzioni vitali, ma permettendo ancora al cuore di continuare a battere. Quattro lunghe ore di agonia, in cui il ragazzo era agitato, non sempre cosciente, ed in cui il ritardo nell’allertare i soccorsi ha sicuramente giocato un ruolo decisivo nell’aggravare la situazione.

«Questo è quello che abbiamo sempre sostenuto – dichiara il legale della famiglia Vannini, Celestino Gnazi – e l’iscrizione nel registro degli indagati di tutte le persone presenti quella sera (la famiglia Ciontoli e la fidanzata di Federico, Viola) è la conferma che proprio la perizia abbia stabilito quello che è stato ribadito e depositato dal nostro consulente di parte, il dottor Piaggio». «Si ipotizza – continua l’avvocato – che questi abbiano determinato la morte di Marco non avendo chiamato tempestivamente i soccorsi. Una causa determinante della morte è di certo non aver attivato in modo tempestivo i soccorsi»

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