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Link Democratico: "L'amministrazione si confronti con la città"

CIVITAVECCHIA – Link Democratico attacca con un suo “manifesto”  la giunta Cozzolino.  L’associazione politico culturale muove un’ aspra critica nei confronti del Sindaco a Cinque Stelle.  L’attuale amministrazione viene accusata di non aver saputo cogliere l’opportunità storica di una maggioranza così ampia in consiglio, forte di circa il 67% dei consensi , e di non aver lavorato per costruire un dialogo costante con una città piagata da gravi e noti problemi.

“Invitiamo Cozzolino ad aprire un confronto vero con la città – hanno spiegato – convochi una conferenza sul lavoro, tema centrale su cui la politica o si misura o non è, e indichi la strada maestra su alcune questioni chiavi: le partecipate, l’aiuto alla micro impresa, Italcementi, i rapporti con Tirreno Power ed Enel, la capacità del territorio di attrarre investitori e nuove imprese; ci dica quale è il piano per i prossimi tre anni e mezzo, dica come si inverte un dato della disoccupazione da profondo sud condito da un pendolarismo lavorativo selvaggio e malservito, non lo dica a noi, lo dica alla città, al 100%”.   Queste sono le richieste dell’associazione. “Ha prevalso una logica settaria e manichea – hanno aggiunto – che ha spesso concesso oltre il buon senso  slogan degni della vecchia politica più mestierante come “quando c’eravate voi…” o “stiamo studiando una situazione complessa della quale non abbiamo responsabilità” , non rappresentando più non solo il 67% del secondo turno ma neanche il 18% del primo e poi più niente al di fuori di Palazzo del Pincio.  L’incapacità di dialogo e confronto è esplosa ben al di fuori del consiglio comunale: le crisi con i dipendenti pubblici, l’insipienza nella gestione della questione delle partecipate, il rapporto coi sindacati e con la Confcommercio – hanno sottolineato da Link Democratico – ne sono solo alcuni esempi. Sarebbe stato facile per chi come noi è all’opposizione infierire da subito su errori dettati da eredità dalle contingenze o da un’inesperienza sbandierata come novità in campagna elettorale. Non lo abbiamo fatto. Ma mesi sono passati e dei problemi ereditati nessuno è stato risolto ed altri si sono aggiunti ed aggravati proprio per quell’odiosa sordità che per chi amministra è un peccato mortale, e non perché debba ascoltare qualcuno in particolare, ma perché se non esercita ascolto e dialogo è semplicemente un cattivo amministratore, nella migliore delle ipotesi un mediocre commissario prefettizio”.

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