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Un Cara fatto di prefabbricati

Un Cara fatto di prefabbricati

Gli edifici della caserma De Carolis non sono idonei: i migranti saranno ospitati in strutture da assemblare. Nessun vantaggio per il Comune: una volta dismesso il centro il demanio potrebbe non concedere le aree

CIVITAVECCHIA – Che vantaggio avrebbe Civitavecchia, sotto l’aspetto delle opere da riqualificare, accettando la proposta della Prefettura di accogliere circa 300 migranti alla caserma De Carolis? Nessuno, a giudicare dai recenti atti pubblicati sull’albo pretorio online del Comune. Quando il prefetto Franco Gabrielli venne a Civitavecchia a parlare col sindaco Antonio Cozzolino, si prospettarono grossi vantaggi per la città: una caserma dismessa, ora di proprietà del demanio, completamente da ristrutturare, che una volta chiuso il Cara sarebbe rimasta al Comune per ospitare uffici e attività di pubblica utilità. Ora si scopre che così non sarà. Come prima cosa, né la Prefettura, né il demanio, sarebbero intenzionati a lasciare le aree al Comune. Un aspetto non di poco conto: chi impedirebbe agli organi che ne hanno diritto di dire no alla concessione della De Carolis e delle sue nuove strutture al Comune, una volta dismesso il Cara? Siamo in fase operativa e gli interventi da effettuare sono chiari. Trecento ospiti e trentasei addetti saranno dislocati su circa diciassette aree operative (controllo accessi, infermeria, locale distribuzione pasti, dormitori ecc.), ma non converrebbe adeguare le strutture portanti esistenti agli standard obbligatori delle  normative antisismiche. Non converrebbe spendere cifre così elevate e a quel punto sarebbe meglio demolire. Così, gli enti interessati alla vicenda, hanno pensato a dei prefabbricati di alta qualità, da dislocare su un’area di circa 15mila mq. Ottimo, seppure i prefabbricati di alta qualità sempre prefabbricati sono.  Però, nella sua magnanimità, la Prefettura riqualificherà l’area (darà una pulita), rimetterà a posto i marciapiedi,  renderà funzionante l’illuminazione pubblica e creerà un’area sport. Ma non sarà un po’ poco rispetto a quello che viene chiesto alla città?

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