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Un’ora di romeno in due scuole: scoppia il putiferio

Un’ora di romeno in due scuole: scoppia il putiferio

LADISPOLI. L’anno scorso per la lingua francese non ci fu nessuna opposizione dalle famiglie

di DANILA TOZZI

LADISPOLI – Un’ora a settimana di lingua romena, in due scuole di Ladispoli, ha fatto scoppiare il putiferio. Questa volta a far discutere è la decisione del dirigente scolastico Riccardo Agresti di introdurre nei due plessi di cui è responsabile, l’IC Corrado Melone e Ladispoli 1, lo studio obbligatorio di lingua romena. L’iniziativa rientra in un progetto scolastico di più ampio respiro in cui sostanzialmente si tratta di introdurre un’ora settimanale di lingua e cultura romena, oltre ad un’ora facoltativa che i ragazzi possono frequentare come attività pomeridiana.
Un progetto che s’inserisce quindi in quel programma di scambio culturale, finanziato peraltro, dal governo di Bucarest. Genitori allibiti e persino la politica nazionale si è interessata del caso, visto che il leghista Salvini è insorto sdegnato, definendo “pazzesca” simile iniziativa. Le famiglie in realtà chiedevano eventualmente se fosse il caso di approfondire la conoscenza della lingua inglese. Ma questa osservazione, dalla scuola hanno fatto sapere, va inserita in una città come quella di Ladispoli in cui almeno il 20% dei cittadini stranieri è composta da romeni, formando perciò la comunità più numerosa. Va poi sottolineato che l’ora di romeno non sottrae tempo all’insegnamento di altre lingue straniere. Da anni la scuola Corrado Melone svolge corsi di questo tipo. L’anno scorso è stato fatto un corso di francese, mentre quest’anno il progetto è fatto con la Romania. Eppure quella scelta non aveva trovato nessuna opposizione. Allora potrebbe trattarsi  di un problema di integrazione culturale? Forse le polemiche non finiranno qui.

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