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Fuoco al Comune: forse un'azione mirata

Numerosi interrogativi sul gesto che ha distrutto la stanza del municipio di Ladispoli. Forse un segno di sfida per l’amministrazione comunale

Numerosi interrogativi sul gesto che ha distrutto la stanza del municipio di Ladispoli. Forse un segno di sfida per l’amministrazione comunale

LADISPOLI – Si è trattato di un atto vandalico ben congegnato o di un’azione mirata, volta alla distruzione dell’ufficio protocollo? E’ questo il dubbio che anche gli amministratori da lunedì sera cercano di sciogliere.
Presso l’ufficio protocollo infatti si svolgono atti essenziali per la vita democratica della città. In esso sono contenute parte della documentazione depositata e ricevuta dagli uffici. Nell’ufficio vi sarebbero poi gli archivi informatici del protocollo memorizzati sui pc. Da capire se oltre ai pc è comunque presente un backup dei dati e della documentazione, cosa che annullerebbe i danni almeno dal punto di vista formale. Però l’ufficio protocollo non sarebbe il luogo più importante per un’operazione di distruzione di documenti. L’archivio e l’ufficio anagrafe sarebbero anch’essi zone sensibili.
L’altra ipotesi propenderebbe per un atto vandalico fine a se stesso, con eventuale scopo intimidatorio. Se non si è trattata di un’operazione volta alla distruzione di documenti, il locale sarebbe stato forse scelto perché maggiormente nascosto. Questo infatti si trova nel retro del palazzo. Un zona più all’ombra da occhi indiscreti. Nel retro infatti la probabilità di essere avvistati è notevolmente inferiore.
Restano però i segni di sfida all’istituzione. Il fatto è avvenuto intorno alle 21:30, un’orario nel quale per strada è ancora facile trovare gente. L’altro elemento di sfida sarebbe rappresentato dall’aver lasciato nel palazzetto la tanica di benzina contenente il liquido infiammante dato alle fiamme. Perché abbandonarla la dentro lasciando la possibilità di trovare ulteriori tracce?
Sono questi i nodi di questa grave ed oscura vicenda. Sul posto si sono occupati dei rilievi i carabinieri della stazione di Ladispoli e della Compagnia di Civitavecchia. Al vaglio sono stati messi i filmati registrati dalle telecamere di sorveglianza a circuito chiuso, oltre alle numerose telecamere presenti in città.

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