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Dramma al Dlf, Flavio Gagliardini muore sul campo di calcio

Dramma al Dlf, Flavio Gagliardini muore sul campo di calcio

Il conosciutissimo giocatore 35enne è stato stroncato da un arresto cardiaco. Immediati ma inutili i soccorsi La città sotto shock La carriera

CIVITAVECCHIA – Tragedia al Dopolavoro ferroviario. Flavio Gagliardini, giocatore conosciutissimo e ragazzo stimatissimo a Civitavecchia e nel comprensorio, è morto in seguito ad un arresto cardiaco. Immediati, ma purtroppo inutili i soccorsi.

Chi ha vissuto quei momenti drammatici racconta, sotto shock, che è stato un attimo: il crollo a terra, i compagni che capiscono e chiamano aiuto. Subito i primi soccorritori. Minuti palpitanti, di speranza. Speranza che il cuore di Flavio riprenda a battere. Poi, con il tempo che passa, la disperazione è l’unico sentimento che si fa largo, anche quando viene tentata l’ultima corsa al San Paolo. Ma non c’è niente da fare.

Non ci sono parole per descrivere il dramma che si è consumato, sotto gli sguardi increduli dei compagni di squadra e delle decine di persone che questa sera, intorno alle 19, si trovavano al campo del Dlf.

La squadra di calcio del Csl stava per terminare l’allenamento, con lo scioglimento muscolare. Non c’erano stati né scontri né contrasti di gioco che potessero far presagire quello che sarebbe accaduto.

Flavio improvvisamente si accascia a terra privo di conoscenza. I compagni si accorgono subito della gravità della situazione: il suo cuore si è femato. Si cerca un medico.

Nella sala del Dlf, a due passi dal campo, c’è una festa di compleanno. Tra i presenti il dottor Giuseppe Dimito, che – in meno di due minuti da quando Gagliardini ha perso i sensi – corre da lui, inizia la respirazione bocca a bocca e il massaggio cardiaco. Il Dlf ha il defibrillatore: Dimito con la forza della disperazione cerca in ogni modo di far ripartire il muscolo cardiaco. Nel frattempo arriva anche il 118, anche gli operatori dell’ambulanza proseguono nel tentativo di rianimare il ragazzo, che non dà però segni di ripresa.

Poi la corsa al San Paolo, quando però già non ci sono più speranze di evitare il dramma di una vita spezzata a soli 35 anni. Nel momento più bello, poco tempo dopo aver coronato il proprio sogno di amore, nel momento più spensierato, mentre giocava al calcio, la sua passione da sempre, da quando, da bambino, aveva iniziato a calcare i campi da gioco, sempre seguito dal papà Roberto e dalla mamma Ondina e poi insieme ai fratelli, anche loro – come lui – ragazzi esemplari, innamorati dello sport e della vita. Che da ieri non sarà più la stessa per nessuno di loro, né per chi conosceva Flavio, un ragazzo solare, dal cuore d’oro. Che all’improvviso si è fermato. Lasciando familiari e amici nella disperazione più cupa.

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