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Civitavecchia esce dall'Osservatorio Ambientale

Civitavecchia esce dall'Osservatorio Ambientale

Con i soli voti della maggioranza è stata ufficializzata la decisione di revocare la partecipazione al consorzio di gestione. Manuedda: "Un ente inutile". Critiche da tutta la minoranza. Approvate modifiche ed integrazioni al regolamento per i centri sociali polivalenti

CIVITAVECCHIA – Una lunga discussione, tanti dubbi. Ma alla fine il consiglio comunale ha deciso, con i soli voti della maggioranza, di procedere all’uscita del comune di Civitavecchia dal Consorzio per la gestione dell’Osservatorio Ambientale.

«Un organismo inutile – lo ha definito  l’assessore all’Ambiente Alessandro Manuedda, ripercorrendo la storia dell’Osservatorio e del Consorzio, collegati alla riconversione a carbone di Tvn, e spiegando le motivazioni che hanno portato il Comune a questa scelta – l’osservatorio ambientale aveva il dovere di riparare ad una scelta sbagliata del 2009. Ma così non è stato. Oggi dobbiamo garantire che le informazioni provengano da autorità ed enti competenti e preposti». Tanto che si è cercato di coinvolgere anche gli altri comuni del comprensorio che sottoscrissero l’accordo quadro a sciogliere il consorzio, ma non si è trovato un accordo, con Manuedda che ha contestato, in modo particolare, come l’ente sia finanziato con un milione di euro all’anno da Enel. «Nel 2010 venne istituito l’osservatorio ambientale regionale – ha ricordato Manuedda – già da quel momento si poteva chiudere quello locale. Civitavecchia non ha mai aderito a quello regionale, fino ad oggi». La necessità di uscire dal Consorzio è data, principalmente, dalla convinzione che l’ente abbia una rilevanza economica imprenditoriale, con le verifiche sostenute appunto da Enel, il controllato.  «Un organo di autocontrollo di Enel» lo ha infatti definito il sindaco Cozzolino.
Critica l’opposizione, con il consigliere Pietro Tidei che ha posto una domanda: «L’uscita dal consorzio comporterà un beneficio per la salute di Civitavecchia?. La risposta – ha spiegato – è assolutamente no. Una scelta dovuta per i movimenti che vedrà però Civitavecchia indebolita in un osservatorio della Regione Lazio che, con i suoi già tanti problemi economici, non so dove troverà i soldi per tenerlo in piedi e farlo funzionare».

Da più parti la proposta di integrare l’attuale consorzio, migliorarlo, ampliandolo. «Con questa scelta ideologica – ha aggiunto il consigliere Marco Piendibene del Pd – che vede Civitavecchia isolata dal resto del territorio, privandola di 14 centraline sul territorio che erano a servizio della popolazione. Civitavecchia da comune capofila avrebbe dovoto riunire gli altri comuni, non mettersi in contrapposizione».

E mentre Mauro Guerrini si è chiesto quale sarà poi anche il futuro del consorzio locale, sottolineando che dopo aver «perso il tavolo della salute, Civitavecchia oggi decide di amputarsi di un ente che sarebbe potuto essere anche un punto di forza per l’Università», è stato il capogruppo della Svolta Massimiliano Grasso a sottolineare che «una scelta del genere è perfettamente in linea con le politiche di questa amministrazione nei rapporti con Enel. Una decisione – ha detto ironicamente riprendendo un precedente intervento del grillino Menditto – che si sarebbe potuta prendere benissimo anche un anno fa. Si è deciso di gettare il bambino e l’acqua sporca, senza avere alcuna garanzia su come saranno finanziati i progetti di ricerca e gli studi dell’osservatorio regionale. Basti pensare che per lo studio epidemiologico ABC la Regione ha potuto procedere solo grazie al finanziamento dell’Autorità Poruale. Non si sarebbero potuti utilizzare i fondi dell’Enel anche per studi e ricerche di questo tipo? Con l’uscita si è intrapresa la strada della rinuncia e dell’isolamento», con il collega Perello che ha stigmatizzato l’assenza di un dibattito all’interno delle commissioni.

Dopo la votazione a maggioranza, sono state presentate delle modifiche e delle integrazioni al regolamento dei centri sociali polivalenti. «Abbiamo trovato un regolamento del commissario – ha spiegato l’assessore ai Servizi Sociali Daniela Lucernoni – ma abbiamo notato che vi erano delle piccole modifiche da apportare. Innanzitutto siamo andati a specificare la figura del commissario, alla quale noi siamo dovuti ricorrere per quanto riguarda il centro sociale Chenis, affidato ancora ad Antonella Romeo da gennaio scorso. Come proposto dall’opposizione, in sede di conferenza di capigruppo, abbiamo previsto un termine al commissariamento, determinato in sei mesi, eventualmente prorogabili. Inoltre, è previsto un eventuale rifiuto alla richiesta dell’iscrizione, ma motivato dal presidente e dal comitato di gestione».

Il consiglio si è aperto con un minuto di silenzio per ricordare sia la senatrice Mafalda Molinari, sia il giovane Flavio Gagliardini.

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