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Discarica irregolare: denunciati i dirigenti Sat

Discarica irregolare: denunciati i dirigenti Sat

TIRRENICA. Operazione dei Carabinieri di Tarquinia: sequestrati tre ettari di terreno. L’area è adibita a deposito temporaneo per il cantiere che opera per la realizzazione dell’autostrada Civitavecchia-Livorno

TARQUINIA – Un deposito temporaneo trasformato in discarica abusiva, con possibili danni ambientali al terreno. 
Sulla base di questa ipotesi i Carabinieri della stazione di Tarquinia, al comando del luogotenente Stefano Girelli,  hanno denunciato sei persone e sequestrato tre ettari di terreno in località Portaccia, lungo l’Aurelia. 
Il terreno, adibito a deposito temporaneo del cantiere che opera per la realizzazione dell’autostrada Civitavecchia-Livorno, secondo quanto accertato dai Carabinieri, sarebbe da tempo utilizzato quale discarica di materiali inquinanti e non. 
A finire nel mirino dei carabinieri sei persone che rivestono cariche dirigenziali all’interno della Sat, Società Autostrade, e che dirigono i lavori del cantiere in questione. Tra questi anche l’amministratore delegato di Sat. 
I sei sono ritenuti responsabili, in concorso, di aver adibito l’area sottoposta a sequestro a discarica non autorizzata e di non aver ben gestito il ciclo dei rifiuti, accumulando quelli tossici e quelli ordinari oltre il periodo consentito. Sono stati pertanto denunciati per violazione delle norme ambientali, sversamento di materiale pericoloso e non, e trasformazione di deposito temporaneo in discarica abusiva. L’informativa completa è stata consegnata dai militari all’autorità giudiziaria competente che deciderà come procedere. Intanto i Carabinieri hanno anche richiesto all’Arpa Lazio i carotaggi sul terreno, per verificare eventuali danni ambientali al sottosuolo. L’area in questione, di proprietà di una nota azienda agricola del territorio, che peraltro vanta produzioni agricole di alta qualità e certificazioni di primo’ordine, venne espropriata da Sat con provvedimento temporaneo, che sarebbe cioè dovuto durare pochi mesi, ma che poi si è protratto nel tempo. L’area è anche quella di cui tempo fa i comitati ambientalisti parlavano, commentando i lavori Sat. Gli ambientalisti lamentarono che la zona era stata trasformata in una palude: divenne infatti necessario effettuare dei lavori di canalatura per far defluire le acque. I carabinieri del luogotenente Girelli, durante le verifiche in loco, hanno trovato materiale di diverso tipo, prelevato durante lo smantellamento dell’Aurelia: da tubi a bitume, pneumatici esausti, plastiche, materiale di risulta edile, parti di guard-rail, recinzioni e altro. Secondo quanto appreso, i formulari d’uscita delle merci sarebbero rimasti fermi a giugno, e peraltro riguarderebbero, in quest’ultima data, solo materiale vegetale. La norma (legge ambientale 152 del 2006), invece, prevedrebbe uno stazionamento del materiale di un massimo di due mesi per i rifiuti pericolosi e tre mesi per quelli non pericolosi. 

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