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Marino resiste ma rimane indagato

ROMA-«La comunicazione delle indagini è un atto dovuto per svolgere le indagini. Io sono convinto di aver spiegato bene le mie ragioni e la mia trasparenza», risponde il sindaco Ignazio Marino alla notizia della sua iscrizione nel registro degli indagati nell’inchiesta sulle spese effettuate con la carta di credito intestata al Comune. 
Le accuse. I pm, scrive Repubblica, contestano i reati di peculato e concorso in falso in atto pubblico. Marino, stando a quanto si legge, avrebbe ricevuto un avviso di garanzia il 28 ottobre scorso. Quella resa nota da Repubblica non è però l’unica novità sul fronte giudiziario per il sindaco di Roma. Stando a quanto scrive il Corriere della Sera, Marino sarebbe finito nel registro degli indagati, questa volta per l’accusa di truffa aggravata ai danni dello Stato, anche nel procedimento avviato nei mesi scorsi dai pm coordinati dal Procuratore, Giuseppe Pignatone, sulla «Image onlus», fondata nel 2005 dall’esponente del Pd per fornire aiuti sanitari in Honduras e nel Congo. In questo caso l’iscrizione, stando all’articolo del quotidiano milanese, sarebbe avvenuta nei mesi scorsi. Ieri la Procura aveva smentito la notizia, diffusa poco prima dal legale di Marino, di una richiesta di archiviazione del procedimento.I ntanto è stata raggiunta la quota 25, ovvero il numero necessario dei consiglieri dimissionari per fare cadere consiglio e giunta in Campidoglio. Le dimissioni di massa saranno presentate oggi. Le firme si stanno raccogliendo presso la sede dei gruppi consiliari capitolini dove è presente anche un notaio. «Ho dato la mia lealtà ad un bugiardo. Vergogna‬»: così il senatore del Pd ed ex assessore ai Trasporti di Roma Stefano Esposito commenta su Twitter la notizia di Ignazio Marino indagato. «Roma ha bisogno di un’amministrazione, della guida che merita, perché è una città che merita moltissimo, specialmente in vista del Giubileo che è alle porte. Ci auguriamo che Roma possa procedere a testa alta e con grande efficienza», ha detto il card. Angelo Bagnasco, presidente della Cei. Fonti vicine al segretario del Pd Matteo Renzi smentiscono le ricostruzioni di alcuni organi di informazione secondo le quali Renzi avrebbe posizioni divergenti sulla vicenda capitolina da quelle del presidente del partito e commissario romano Matteo Orfini. «Si tratta – affermano – di ricostruzioni infondate dal momento che c’è tra i due piena sintonia e unità di intenti su Roma».
La lettera di dimissioni, «Sono certo che il nostro operato abbia con fatica raggiunto l’obiettivo di ripristinare legalità e trasparenza». Lo scrive Ignazio Marino nella lettera con cui ritira le dimissioni. Nella missiva parla dell’»attesa di verificare la sussistenza delle condizioni politico-amministrative che permettano la prosecuzione del mandato». «Ritengo che ci sia un luogo sacro per la democrazia che è l’aula – ha detto Marino -, un consiglio comunale e io sono pronto a confrontarmi con la mia maggioranza per illustrare quanto fatto: le cose positive, gli errori e la visione per il futuro».

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