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Niel sale al 15,14% in Telecom, in campo Governo e Antitrust

Qualsiasi cambiamento dell’azionariato di Telecom Italia risponda a criteri di «rafforzamento industriale» della società ritenuta strategica. È quello che Palazzo Chigi ritiene sia nell’interesse del paese secondo quanto afferma il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Claudio De Vincenti , nella prima presa di posizione pubblica del Governo dopo la notizia dell’ingresso nel gruppo telefonico dell’imprenditore francese Xavier Niel che, secondo quanto emerge nell’ultimo aggiornamento Consob, arriva potenzialmente al 15,14% del capitale del gruppo di tlc. Non solo: il premier Matteo Renzi ha fatto il punto sulla vicenda Telecom Italia in una riunione a palazzo Chigi con il sottosegretario alle Comunicazioni Antonello Giacomelli, il sottosegretario alla presidenza Claudio De Vincenti e, telefonicamente, con il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan. In campo anche l’Antitrust. 
L’Autorità chiede lumi sull’ingresso dell’imprenditore francese sia all’azienda che allo stesso fondatore di Iliad. In particolare gli uomini di Pitruzzella vogliono sapere chi ha partecipazioni superiori al 2%; conoscere i verbali delle assemblee degli ultimi tre anni; sapere se ci sono eventuali patti parasociali. 
Questo per accertare chi oggi detiene il controllo della società ai fini del rispetto della concorrenza. Giovedì è arrivata la notizia dell’acquisizione del fondatore di Iliad di derivati e opzioni per l’11,2% di Telecom, di ieri la notizia dell’aumento al 15,4%. Una quota con cui Niel è nel capitale della società italiana subito dopo l’altro gruppo francese, Vivendi, che è il primo azionista di Telecom con una quota del 20,3%.

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