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Moscherini a Cuba ad applaudire Renzi

Moscherini a Cuba ad applaudire Renzi

Il responsabile nazionale dei porti di Forza Italia ripreso dal Tg5 nella convention del premier a L'Avana. Un tentativo di avvicinamento ai dem? Sarebbe la chiusura del cerchio per chi partì dai Ds per arrivare a Fratelli d’Italia

 

CIVITAVECCHIA – Ce lo vedreste il responsabile nazionale dei porti del principale partito di opposizione volare a oltre 8000 chilometri di distanza da casa per applaudire il premier che illustra agli imprenditori italiani all’estero le politiche del governo per farli sentire meno ‘‘soli e lontani’’? Di certo non è una scena alla quale può capitare di assistere tanto facilmente. A meno che il personaggio in questione non si chiami Gianni Moscherini.

 

E’ esattamente quanto accaduto mercoledì scorso, con tanto di documentazione in prima serata su uno dei principali telegiornali nazionali. Nel servizio andato in onda sul Tg5, infatti, come documenta anche il fermo immagine qui sotto, tra le persone accorse ad ascoltare Matteo Renzi all’Hotel Nacional de Cuba, in una delle prime file c’era proprio Moscherini, che non ha mancato di sottolineare diversi passaggi dell’intervento del Presidente del Consiglio con altrettanti convinti applausi (come si può vedere anche sul video ripreso dal Tg5, in onda su Civonline Tv).

Insomma, non è da escludere che dopo anni di vera e propria guerra con Ds e Margherita, ora il partito democratico, nato dalla ‘‘fusione fredda’’ delle due sigle, sia tornato ad interessare l’ex sindaco, che finora di partiti ne ha cambiati diversi, e in caso di tentativo di avvicinamento all’area dem, si chiuderebbe il cerchio. Come peraltro sostenuto off-the-record tempo fa dal suo ex-avversario Pietro Tidei, che a qualcuno confidò quella che sembrava una boutade: «Moscherini mi ha chiesto di intercedere per farlo entrare nel Pd», come del resto disse a suo tempo anche del sindaco di Cerveteri Alessio Pascucci.

La parabola di Moscherini, lasciato il sindacato dopo essere stato segretario nazionale della Filt-Cgil, per arrivare a Civitavecchia come segretario generale dell’Autorità Portuale, inizia in ‘‘quota’’ Ds, bandiera sotto la quale diventò anche Presidente del Consiglio Comunale e segretario cittadino del partito, per poi avere uno spostamento repentino alla corte del Governatore di An Francesco Storace.

Poi, da Sindaco delle larghe intese, diede vita ad una associazione per il lancio del Pdl, con il quale corse – perdendo – per la riconferma nel 2014. Subito dopo la sconfitta al Pincio, corse per la Regione e il Senato con Fratelli d’Italia, lista con cui – formalmente – appoggiò Grasso nel 2014, in una campagna elettorale in cui i principali avversari della coalizione furono il Pd e Tidei da una parte e gli azzurri di Fazzone dall’altra, salvo poi passare – un mese dopo le elezioni – proprio a Forza Italia ed assumendo l’incarico di responsabile nazionale dei porti, ruolo con il quale ha firmato una proposta di riorganizzazione della portualità antitetica a quella che si appresta a varare il Governo di quel Renzi tanto applaudito a Cuba, e partito con cui a Civitavecchia ha scatenato una vera e propria jihad contro l’Autorità Portuale e il suo presidente Monti.

IL SERVIZIO DEL TG5 (dal minuto 6’15”)

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