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Non bevete il caffè in aereo. Le 8 cose che i piloti non dicono

ROMA – La prossima volta che salite a bordo di un aereo, ricordatevi di non bere caffè e non preoccupatevi troppo se dimenticate di spegnere il cellulare nella fase di decollo e atterraggio. Le interferenze non rischiano di farlo precipitare. Parola del sito web ‘Quora’, che, scrive ‘The Independent’, svela in otto punti tutto quello che i piloti non dicono ai passeggeri.

1. Non bevete il caffè. I prodotti chimici utilizzati per pulire i serbatoi dell’acqua e che evitano ai batteri di svilupparsi, sono i principali responsabili del cattivo sapore della bevanda.

2. I posti migliori non sono quelli in fondo, ma quelli che si trovano vicino alle ali e nelle prime file. Quando si vola, inoltre, l’aereo è un po’ come un’altalena, i posti al centro non si muovono molto ed sono più stabili.

3. I piloti non mangiano il cibo che viene servito a bordo, ma hanno pasti preparati ad hoc per evitare che possano intossicarsi o ammalarsi durante il volo.

4. Non preoccupatevi del segnale di allacciare le cinture. Molti piloti, infatti, spesso dimenticano di spegnere la spia, lasciandola accesa per tutta la durata del volo. Tranquilli, in caso di turbolenza, i piloti sanno quando avvertirvi di allacciarla.

5. Alcuni piloti portano con sé la pistola, come quelli che pilotano velivoli americani, autorizzati a introdurre le armi nella cabina di pilotaggio.

6. Come capire se un aereo viene dirottato? I piloti, per segnalare all’aeroporto di arrivo che c’è qualcosa che non va a bordo, lasciano aperti gli ipersostentatori, che rallentano il velivolo in fase di atterraggio.

7. Non c’è niente di cui preoccuparsi durante una turbolenza: la maggior parte degli incidenti avviene durante le fasi di decollo e atterraggio. Quello che i passeggeri dovrebbero temere sono le correnti ascensionali.

8. I cellulari non costituiscono un rischio alla sicurezza. Telefonini e smartphone possono tranquillamente essere utilizzati sia in fase di decollo sia in fase di atterraggio. Non esiste infatti una prova concreta che i dispositivi elettronici come tablet, cellulari e computer interferiscano con le apparecchiature di navigazione. (Adnkronos)

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