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«Adesso è ora di lavorare»

«Adesso è ora di lavorare»

I Moderati riformisti di Renato Bacciardi invitano a chiudere il dibattito sui risultati elettorali. Ma continuano a fare orecchie da mercante sulla corretta distribuzione dei seggi

TARQUINIA – È ora di iniziare a lavorare. Il monito arriva dai Moderati riformisti decisi a chiudere il dibattito sui risultati delle elezioni per l’Università Agraria. «I risultati sono chiari e sanciti da una commissione elettorale del tutto indipendente dalla politica – affermano gli uomini del vicesindaco Renato Bacciardi -: occorre abbassare i toni e non cercare di stravolgere la realtà a proprio piacimento, del resto in fase di convalida dei voti non è stata avanzata nessuna obiezione da parte dei rappresentanti di lista del centrodestra per l’attribuzione dei consiglieri e fino a martedì loro stessi confermavano questo assetto». Il riferimento è alla distribuzione dei seggi che – alla luce di un esame approfondito del nuovo statuto, peraltro elaborato dallo stesso centrosinistra – appare chiaro debba essere modificata rispetto al ‘‘disegno’’ della prima ora. Ciò, sulla base dell’applicazione esatta (e non di una interpretazione di comodo) dell’articolo 10, commi 33 e 34. Applicando infatti lo statuto così come è scritto, il nuovo consiglio dell’ente deve essere composto affidando nove consiglieri alla maggioranza e sette all’opposizione. Sbagliato quindi, da parte dell’ufficio centrale, affidare il premio di maggioranza (50% più uno dei voti) alla coalizione di centrosinistra, come si pensava all’inizio, con il consiglio cioè composto 10 e 6, perché lo statuto stesso non parla di coalizione ma di lista. Un errore, evidentemente, nella scrittura del documento, sul quale però non intende soprassedere il centrodestra; e sul quale, invece, continua a fare orecchie da mercante il centrosinistra, e con esso i Moderati riformisti che piuttosto invitano gli avversari a lavorare per l’ente, evitando, però, nei fatti di affrontare il problema, e spostando così la questione. «Invitiamo chi è uscito sconfitto dalla tornata elettorale ad utilizzare toni più cauti, evitando slogan e accuse fuori luogo creati solo per fare chiacchiere da bar – incalzano i Moderati – La responsabilità di amministrare l’Ente riguarda anche loro, sperando che, come in passato, sappiano essere collaborativi e propositivi. D’altra parte, anche la conferma del centrosinistra come coalizione vincente in questa città è una responsabilità importante, che ci permette di guardare al futuro con fiducia, consci di un ritrovato equilibrio numerico che va a vantaggio di tutti. Sarà fondamentale, per il prosieguo, il coinvolgimento della città nelle scelte, al fine di contrastare l’antipolitica dilagante che si ripercuote  prevalentemente nell’astensionismo». «Al netto di ricorsi, denunce e quant’altro – dicono Bacciardi e i suoi – e non appena avranno deciso chi e dove erano gli esponenti del Pd in queste elezioni dell’Università Agraria, saremo pronti a ragionare del futuro immediato dell’Ente. Ovviamente siamo orgogliosi del nostro risultato, non ce ne dobbiamo vergognare né giustificare, non era di certo un gran premio di motociclismo. Poco conta chi sia il primo partito, o tantomeno il pedigree  dei candidati: conta la vittoria del centrosinistra e l’elezione di Alberto Blasi alla carica di presidente. Di certo saprà svolgere al meglio il suo ruolo, partendo dalla scelta dei membri dell’esecutivo. Ben vengano i consigli, ma siamo sicuri che saprà agire in piena e totale autonomia, nell’interesse della coalizione e senza inopportuni diktat». E infine: «Auspichiamo comunque che la discussione rientri nei luoghi deputati, ed esca finalmente dalle pagine dei giornali. Dobbiamo dare serenità all’Università Agraria, alla nuova amministrazione, riconoscendo in primis competenze e capacità. Nonostante le liste della coalizione siano oggi indicate come ‘‘diversamente Pd’’, confidiamo che si mantenga la cabina di regia che ha guidato Blasi alla vittoria, con il sostegno autentico delle liste civiche, che, come in Provincia, garantiscono la vittoria grazie all’allargamento della base elettorale».

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