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Osservatorio ambientale: critici i sindaci del comprensorio

Osservatorio ambientale: critici i sindaci del comprensorio

CIVITAVECCHIA – Continua a far discutere l’uscita del comune di Civitavecchia dal Consorzio di Gestione per l’Osservatorio Ambientale. Già nei giorni scorsi il sindaco di Allumiere Augusto Battilocchio, facendosi portavoce del sentire comune delle altre amministrazioni presenti nel consorzio, aveva espresso perplessità, non condividendo la scelta dei Cinque Stelle.  

“Ritengo paradossale – ha commentato il sindaco di Tolfa Luigi Landi – la decisione di uscire da un osservatorio ambientale locale voluto da tutti i comuni del territorio e, che soprattutto in questi ultimi anni, ha cominciato ad avere una buona efficacia nel fornire un supporto tecnico agli enti locali in tema di salvaguardia ambientale anche rispetto all’impatto della centrale ed anche a svolgere attività tecniche di monitoraggio e controllo e ricollegarsi invece a quello regionale che ad oggi, seppur supportato dalla normativa regionale, non è decollato e che vede e vedrà certamente una pletora di rappresentatività qualificate ma non semplici da amalgamare ed una centralità lontana dal territorio”. Con Landi che ha ribadito come sia utile “integrare e coinvolgere tutte le organizzazioni scientifiche e sanitarie presenti – ha aggiunto – partendo però dal nostro osservatorio locale”.

Dello stesso avviso anche il collega di Tarquinia Mauro Mazzola, che ha chiarito: “Questo osservatorio non è un ente inutile, come qualcuno ha detto, e  anzi deve continuare a lavorare: sarà quello dell’Alto Lazio, e noi – ha sottolineato – vogliamo controllare, ma dal territorio. Perché l’organismo regionale non ha mai funzionato, è un elefante: ci vorrà un’ora solo per fare l’appello dei presenti al tavolo, figuriamoci controllare da Roma cosa vorrà dire. Non vorrei che la decisione di Civitavecchia fosse solo un alibi. E comunque non ci coglie di sorpresa: finalmente la gente si potrà accorgere di chi vuole controllare e chi mira ad altro”.

Anche il Pd si è detto contrario a questa scelta, ribadendo che “il Consorzio che gestisce l’Osservatorio è composto dai Comuni del comprensorio e l’Enel – hanno spiegato dal partito – non è presente nel comitato di gestione. I comuni possono orientare le scelte dell’Osservatorio, cambiarne il Presidente, decidere le linee d’azione. Il tutto a costo zero per il Comune. Questa scelta isola ancor più Civitavecchia dai comuni limitrofi e , incomprensibilmente, diviene la rinuncia ad uno strumento che sta agendo per distinguere la quantità e la provenienza delle cosiddette polveri sottili ed individuare, con esattezza, quali siano i diversi impatti di Enel, Tirreno Power , porto e traffico veicolare, nella produzione del PM 10 e del PM 2,5. In realtà l’attività dell’Osservatorio andrebbe difesa e incrementata. La rete di monitoraggio gestita dal consorzio di gestione dell’osservatorio ambientale, è quella prescritta dal DEC VIA 2003, quindi l’unica dedicata al monitoraggio della centrale Enel di Tvn”.

A ribadire le ragioni del Movimento Cinque Stelle è stato invece il presidente della commissione Ambiente Dario Menditto il quale ha parlato di un inutile carrozzone, dove il controllato finanzia il controllore. “L’unico “rimprovero” che posso fare all’attuale amministrazione – ha evidenziato – è quello di aver agito troppo tardi: la nostra “colpa”, se così si può chiamare, è quella di aver provato ad instaurare la strada del dialogo con gli altri comuni, senza successo. Impossibile non ricordare che i dati prodotti dal Consorzio locale hanno un carattere non ufficiale, nel senso che non essendo prodotti o validati dalle autorità competenti previste dalla legge non possono essere utilizzati, in primis dal Sindaco, per assumere qualsiasi tipo di provvedimento a tutela della salute e dell’ambiente. Infine una buona parte delle ingenti somme che l’Enel versa al consorzio locale va alla Bilab, nota società locale in cui per lunghi anni c’è stato un project manager con illustri parenti politici”.

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