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Sede sommozzatori, Bacheca: «Ho rilasciato solo un’autorizzazione per la bonifica»

Sede sommozzatori, Bacheca: «Ho rilasciato solo un’autorizzazione per la bonifica»

Il sindaco di Santa Marinella interviene sulla questione giudiziaria legata al capannone di piazza Baden Powell. «La legge 267 del Tuel dice espressamente che il sindaco può intervenire su aree anche private per interventi di messa in sicurezza»

S. MARINELLA – All’indomani della pubblicazione della data dell’udienza preliminare a cui sarà chiamato il sindaco Roberto Bacheca sulla vicenda del capannone del Nucleo Sommozzatori sottoposto ad una indagine per abuso edilizio, il primo cittadino ha tenuto ieri una conferenza stampa in cui ha voluto chiarire la sua posizione in merito alla questione su cui è stato indagato ed ha voluto rendere noto che, documenti alla mano, la sua posizione sulla vicenda «è puramente marginale». Infatti, l’8 agosto scorso, su richiesta del Nucleo Sommozzatori, Bacheca ha rilasciato un’autorizzazione per la bonifica e la messa in sicurezza dell’area situata in piazza Baden Powell. Nel documento si legge espressamente che «l’area in oggetto, concessa nel 2010 dal Rione Combattenti all’associazione di volontariato del presidente Paolo Ballarini, è utilizzata per lo svolgimento delle attività di sicurezza in mare e operazioni di protezione civile. Per quel motivo quindi il sindaco autorizza l’associazione ad effettuare opere di bonifica e di messa in sicurezza dell’area». «Io sono stato dal pubblico ministero ed ho detto le mie considerazioni in merito, che non sono certo quelle lette su facebook e scritte da Padroni che dice che io avrei rilasciato una concessione per quel capannone, niente di più falso». «Io sono stato indagato per abuso d’ufficio solo per quella lettera che voi avete in mano (cioè il documento relativo all’autorizzazione rilasciata per la messa in sicurezza dell’area ndr). Siccome la legge 267 del Tuel dice espressamente che è possibile l’intervento del sindaco sia su aree pubbliche che private in caso di interventi di messa in sicurezza, credo che non mi si possa accusare di abuso d’ufficio». Il pm infatti scrive che Bacheca, autorizzando opere di bonifica e messa in sicurezza dell’area d’intesa con il Ballarini, procurava intenzionalmente al Nucleo Sommozzatori «un ingiusto vantaggio patrimoniale, consistito nella possibilità di realizzare opere di manutenzione straordinaria di un preesistente capannone senza averne titolo, trattandosi di opera abusiva realizzata in area di proprietà regionale dell’Arsial di cui il Comune di Santa Marinella non poteva disporre». «Io ho solo autorizzato un intervento di messa in sicurezza – continua Bacheca – considerando anche che il capannone, attraverso apposita concessione scritta, era passato dal Rione Combattenti al Nucleo Sommozzatori. Siccome il pm mi accusa di aver fatto interventi su un’area non in possesso del Comune, io rispondo che la 267 mi concede di intervenire su aree anche private. Si parla di abuso di ufficio, ma deve essere provato perché l’abuso arriva quando si rilascia una concessione facendo un abuso nei confronti di una terza persona. Avendo dato un’autorizzazione ad una associazione non a scopo di lucro, diventa difficile dimostrare che si sia fatto un abuso d’ufficio per trarre vantaggio al sottoscritto. Io il 25 febbraio quindi vado davanti al gip per l’udienza preliminare e per la prima udienza come se fossi già stato rinviato a giudizio come ho letto su qualche giornale telematico oggi». Il sindaco, poi spiega come, il Comune è intervenuto per verificare l’abuso. «Siamo stati chiamati in causa perché è stato presentata una denuncia in Procura – afferma il sindaco – per cui sono intervenuti i Vigili urbani ed hanno verificato l’abuso. È stata fatta una relazione dal comandante che ha inviato al sindaco. Il Comune ha poi presentato al presidente dei Sommozzatori una ordinanza di demolizione del capannone. Ovviamente ha 90 giorni di tempo per ottemperare a questo compito poi vedremo».  Intanto l’Arsial, che era ricorsa al Tar per ritornare in  possesso del terreno, si è vista respingere la richiesta; per cui ha fatto un secondo ricorso al Consiglio di Stato. Sembra comunque che il Comune sia intenzionato ad acquisire l’area con il capannone ancora prima che scadano i termini di abbattimento del manufatto e poi cercare di risolvere la pratica seguendo la normativa vigente. (Gi.Ba.)

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