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Icpl, il curatore frena

Icpl, il curatore frena

Interporto. Ieri si sono aperte le buste per le offerte di acquisto. Massimo riserbo sulla vicenda. Angelo Novellino: «L’esito dell’aggiudicazione non si avrà prima di dieci giorni». Sul sito internet di Geochem Logistics la descrizione della piattaforma locale. Cgil a tutela dell’occupazione. Attig (Ugl): «Subito una commissione d’indagine»

CIVITAVECCHIA – Il curatore fallimentare frena, il sindaco non dichiara, le parti sociali si soffermano sull’aspetto dell’occupazione ma preferiscono attendere. Perché di dubbi ce ne sono diversi sul futuro dell’Interporto. «Non c’è niente di concluso» ha precisato il curatore Angelo Novellino, che si sta occupando del fallimento della società Icpl srl. Alla mezzanotte del 4 novembre, infatti, è scaduto il termine per la presentazione di proposte per l’acquisto della partecipazione totalitaria nel capitale sociale della Icpl srl. «Abbiamo raccolto le proposte – ha spiegato Novellino, senza entrare nel dettaglio del numero di offerte ricevute – ieri abbiamo aperto le buste ma l’esito non si saprà prima di una decina di giorni, considerando la possibilità di rilanci».

E se per l’aggiudicazione, quindi, bisogna aspettare c’è già chi, come anticipato ieri su Civonline.it, sembra essere già entrato a pieno titolo nella piattaforma logistica. Basta andare a dare uno sguardo al sito internet della società Geoghem Logistics Srl, società formalmente costituita a Milano ad agosto e che ha un’unità operativa appunto a Civitavecchia. La pagina si apre e si trova scritto ‘‘la piattaforma logistica moderna ed evolutiva dell’Interporto di Roma’’. «I nostri depositi, progettati e costruiti per rispondere alle esigenze di una svariata tipologia di clientela – si legge – includono celle frigorifere a temperature differenziate a seconda delle specifiche esigenze, magazzini doganali per lo stoccaggio di prodotti alimentari a temperatura controllata, depositi freddi da + 4 ° C a – 25 ° C e depositi fiscali; offriamo inoltre servizi gestionali completi unitamente ad un elevato livello di sicurezza. Lo sviluppo e la collaborazione esecutiva ed amministrativa con Seasif, pone il centro logistico di Civitavecchia ad un livello ed una capacità logistica preponderante mediante l’applicazione di nuovi concetti di cooperazione con grandi gruppi navali dei settori turistici e commerciali, proponendo soluzioni di collaborazione innovative in aggiunta ad una organizzazione completa e funzionale». Tutto fatto, quindi. Ma sarà davvero così?

Il sindaco Cozzolino non parla, al momento, ma ai sindacati avrebbe espresso le sue preoccupazioni, dicendosi pronto a revocare la concessione nel caso in cui si dovessero concretizzare quei dubbi sollevati. «Attendiamo – ha commentato il segretario della Cgil Miranda Perinelli – speriamo ovviamente che questa struttura abbia finalmente la sua vitalità, considerate le grandi potenzialità intrinseche e mai sviluppate fino in fondo; ed ovviamente saremo a fianco dei 42 lavoratori, pretendendo sicurezza nell’occupazione e stabilità».

La segretaria dell’Ugl Fabiana Attig auspica invece una forte e netta presa di posizione da parte del sindaco Cozzolino. «Siamo preoccupati per le notizie poco rassicuranti dell’interporto – ha sottolineato – rinnovare le concessioni in queste condizioni significa esporre il comune di Civitavecchia. Non c’è bisogno di un’altra cattedrale nel deserto a danno solo e soltanto della imprenditoria e dell’occupazione locale. L’interminabile vicenda legata all’interporto deve essere assolutamente definita e chiarita una volta per tutte. Il Sindaco istituisca da subito una commissione d’indagine in grado di far luce e di comprendere a cosa e a chi viene rilasciata la concessione. Si chieda un’audizione dell’amministratore unico della Geochem Logistics Srl Sara Caravaggi e dell’ingegner Franco Favilla fondatore della Seasif Holding società al 99% della Geochem Logistics. Atto dovuto da parte del Comune nei confronti non soltanto della collettività, quanto della legalità e trasparenza».

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