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«Il Pd riconosca il mutato equilibrio»

«Il Pd riconosca il mutato equilibrio»

UNIVERSITA’ AGRARIA. I Moderati e Riformisti criticano gli alleati in merito alla composizione della nuova giunta. «Nel recente passato, da primo partito, imponevano il dogma dei voti presi. Ora rispettino i cambiamenti»

TARQUINIA – Troppi galli a cantar e non si fece mai giorno. A questo detto popolare sembrano ispirarsi i Moderati Riformisti commentando il clima politico che si respira in seno all’Università Agraria di Tarquinia fresca di elezioni e in attesa della composizione della nuova giunta. «Le mille voci del Pd  – dicono i moderati – somigliano sempre più ad un coro stonato ed abbiamo ormai perso il conto delle interviste rilasciate dai maggiorenti comunali del partito, tutte incentrate sull’Università Agraria, un clima che non dà serenità alla discussione sul programma e sull’esecutivo, che mette in difficoltà il presidente Alberto Blasi che sembra sempre più tirato per la giacca».
«Nel Pd – affermano Bacciardi e i suoi – c’è chi vuole riconoscere il peso dell’esito elettorale e il numero di voti conseguito per garantire un assessorato al proprio candidato o candidata, principio che però non vale se applicato alla coalizione; c’è poi chi vuole invece stiracchiare il concetto di pari dignità ed uguaglianza a proprio uso e consumo prescindendo dall’esito elettorale; c’è poi chi, pur di essere il primo partito, somma insieme i voti di liste e candidati, salvo poi ridividerli quando c’è da applicare il ‘‘Manuale Cencelli’’. Risultato: troppa confusione». 
«C’è in verità un’unica certezza – scandiscono i moderati – ci sono 5 consiglieri dei ‘‘Moderati e Riformisti’’, 4 del ‘‘Partito Democratico’’ e 1 della lista ‘‘Impegno Sociale’’ che, in rispettoso silenzio, attendono scelte che non possono essere guidate con elucubrazioni a mezzo stampa. Spetta a loro autonomamente il compito di amministrare l’Università Agraria, senza condizionamenti esterni, a meno che con l’occasione non si voglia rimettere in discussione anche l’assetto del Comune, circostanza che i ‘‘Moderati Riformisti’’ certamente non condividono». 
«L’esito elettorale non deve innervosire nessuno – concludono Bacciardi e Co. –  il successo dei Moderati e Riformisti non deve ingelosire ma far riflettere. Il rispetto degli accordi preelettorali è l’unica cosa che conta, lasciamo agli altri alchimie numeriche. Il Pd rimanga coerente con il suo recente passato, quando da primo partito imponeva il dogma dei voti presi, riconosca oggi con dignità il mutato equilibrio almeno all’Università Agraria, riconosca il merito ai Moderati Riformisti di aver recuperato voti, anche del Pd, che sono stati decisivi per la vittoria di Alberto Blasi: ora non possiamo deludere gli elettori».

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