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Colfiorito e Belvedere: incontro dei residenti per il problema fognario

Colfiorito e Belvedere: incontro dei residenti per il problema fognario

GIAMPIERO BALDI

SANTA MARINELLA – Tegola sui residenti di Colfiorito e Belvedere per la lettera inviata dal Comune a circa 150 famiglie, a cui chiede di mettersi in regola per quel che riguarda il sistema fognante. In quelle due zone, infatti, non esiste il collettore comunale, ed ogni abitazione ha un suo sistema di depurazione delle acque nere. Nella lettera si chiede agli abitanti dei due quartieri di trovare una soluzione al loro problema e di farlo entro 60 giorni. Il problema è sorto a seguito di una denuncia presentata dall’associazione Adusbef e da alcuni cittadini inviata alla Procura della Repubblica, dove si evidenziava una illegale funzione di smaltimento dei liquami dovuta alla mancanza di condotte fognanti e di fitodepuratori. Ovviamente , chiamato in causa, il Comune ha inviato ai residenti delle due zone una lettera in cui li obbliga, entro 60 giorni, a mettersi a norma. Su questa lettera sono nate una serie di polemiche che hanno investito l’intera classe politica locale. Ieri l’altro, si è tenuta una riunione a cui hanno partecipato oltre all’assessore ai lavori pubblici Raffaele Bronzolino, il vice sindaco Carlo Pisacane e il delegato al bilancio Emanuele Minghella, anche il consigliere di minoranza Andrea Bianchi e oltre 200 residenti delle due zone interessate. “Diventa impossibile per quei cittadini ottemperare a questi obblighi in così poco tempo – commenta Bianchi – in quelle zone infatti c’è il vincolo Paesaggistico e quindi per fare opere va richiesto il nulla osta alla Regione Lazio e per ottenerlo ci vuole un anno e mezzo. In attesa che Acea faccia il progetto sulle condotte fognanti in quella zona e anche questo, per essere approvato, ci vogliono non meno di tre anni, va trovata una soluzione ponte. Io lunedì mi incontrerò con i residenti e presenterò una mozione per sospendere i 60 giorni, per dare delle agevolazioni fiscali a coloro che sono stati chiamati in causa, per alleviarli dall’esoso costo dei depuratori che si aggira dai tre ai diecimila euro a famiglia”. “Purtroppo in quell’area ci sono famiglie che hanno un sistema fognante a dispersione – ribatte il  delegato al bilancio Minghella – ed è per questo che sono state presentate delle denunce e la Procura ci ha chiesto di verificare. Noi abbiamo mandato i nostri tecnici nelle due zone ed abbiamo chiesto a queste famiglie di avanzare delle procedure per chiedere di mettere a norma il loro sistema fognante. Siamo consapevoli che non sarà facile trovare una soluzione ma stiamo cercando, con i tecnici, di vedere se si possono traghettare queste difficoltà fino alla realizzazione del collettore da parte di Acea e quindi consentire ai residenti di fare gli allacci in fogna. Ci sono poi delle situazioni che non è possibile risolvere, per cui, coloro che non potranno allacciarsi al futuro collettore, dovrebbero consorziarsi tra loro e realizzare i depuratori con un’unica ditta chiedendo di rateizzare il costo dell’opera. Una cosa che posso dire è che sarà impossibile chiedere un condono su questa tematica. Quello che possiamo fare a quelle famiglie è di abbassate le tasse della Tari  in modo che abbiano la possibilità di contenere le spese”. Per la lettera inviata dal Comune a circa 150 famiglie, a cui chiede di mettersi in regola per quel che riguarda il sistema fognante. In quelle due zone, infatti, non esiste il collettore comunale, ed ogni abitazione ha un suo sistema di depurazione delle acque nere. Nella lettera si chiede agli abitanti dei due quartieri di trovare una soluzione al loro problema e di farlo entro 60 giorni. Il problema è sorto a seguito di una denuncia presentata dall’associazione Adusbef e da alcuni cittadini inviata alla Procura della Repubblica, dove si evidenziava una illegale funzione di smaltimento dei liquami dovuta alla mancanza di condotte fognanti e di fitodepuratori. Ovviamente , chiamato in causa, il Comune ha inviato ai residenti delle due zone una lettera in cui li obbliga, entro 60 giorni, a mettersi a norma. Su questa lettera sono nate una serie di polemiche che hanno investito l’intera classe politica locale. Ieri l’altro, si è tenuta una riunione a cui hanno partecipato oltre all’assessore ai lavori pubblici Raffaele Bronzolino, il vice sindaco Carlo Pisacane e il delegato al bilancio Emanuele Minghella, anche il consigliere di minoranza Andrea Bianchi e oltre 200 residenti delle due zone interessate. “Diventa impossibile per quei cittadini ottemperare a questi obblighi in così poco tempo – commenta Bianchi – in quelle zone infatti c’è il vincolo Paesaggistico e quindi per fare opere va richiesto il nulla osta alla Regione Lazio e per ottenerlo ci vuole un anno e mezzo. In attesa che Acea faccia il progetto sulle condotte fognanti in quella zona e anche questo, per essere approvato, ci vogliono non meno di tre anni, va trovata una soluzione ponte. Io lunedì mi incontrerò con i residenti e presenterò una mozione per sospendere i 60 giorni, per dare delle agevolazioni fiscali a coloro che sono stati chiamati in causa, per alleviarli dall’esoso costo dei depuratori che si aggira dai tre ai diecimila euro a famiglia”. “Purtroppo in quell’area ci sono famiglie che hanno un sistema fognante a dispersione – ribatte il  delegato al bilancio Minghella – ed è per questo che sono state presentate delle denunce e la Procura ci ha chiesto di verificare. Noi abbiamo mandato i nostri tecnici nelle due zone ed abbiamo chiesto a queste famiglie di avanzare delle procedure per chiedere di mettere a norma il loro sistema fognante. Siamo consapevoli che non sarà facile trovare una soluzione ma stiamo cercando, con i tecnici, di vedere se si possono traghettare queste difficoltà fino alla realizzazione del collettore da parte di Acea e quindi consentire ai residenti di fare gli allacci in fogna. Ci sono poi delle situazioni che non è possibile risolvere, per cui, coloro che non potranno allacciarsi al futuro collettore, dovrebbero consorziarsi tra loro e realizzare i depuratori con un’unica ditta chiedendo di rateizzare il costo dell’opera. Una cosa che posso dire è che sarà impossibile chiedere un condono su questa tematica. Quello che possiamo fare a quelle famiglie è di abbassate le tasse della Tari  in modo che abbiano la possibilità di contenere le spese”.

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