Pubblicato il

Videosorveglianza, un progetto che non decolla

Città buia e senza telecamere, che ben si presta a scippi e reati di vario genere. Installate poche telecamere senza un piano valido. Manca una vera condivisione con le forze dell’ordine, Ladispoli e Santa Marinella hanno fatto notevoli passi avanti. L’assessore Gioia Perrone tenta di coinvolgere i cittadini chiedendo suggerimenti, ma l’azione amministrativa appare timida e poco incisiva

Città buia e senza telecamere, che ben si presta a scippi e reati di vario genere. Installate poche telecamere senza un piano valido. Manca una vera condivisione con le forze dell’ordine, Ladispoli e Santa Marinella hanno fatto notevoli passi avanti. L’assessore Gioia Perrone tenta di coinvolgere i cittadini chiedendo suggerimenti, ma l’azione amministrativa appare timida e poco incisiva

CIVITAVECCHIA – Se ne parla da anni, perché riempirsi la bocca con la parola “videosorveglianza” rende l’amministratore ganzo. Lo hanno fatto quelli della giunta Moscherini, a seguire i filo-tideiani, ora tocca al Movimento 5 Stelle. Tutti concordi nel dire che la città deve essere dotata di un adeguato apparato di controllo delle strade pubbliche e alla fine le amministrazioni sanno pure dove andare a prendere i denari. E allora perché il progetto non decolla? Negli ultimi anni il Comune ha addirittura allestito una postazione stile grande fratello dalla quale è stato possibile (non è dato sapere se ancora lo è) connettersi con le zone centrali della città: telecamere puntate, monitor sempre accesi al Pincio, operatori che si alternano. Non sappiamo quanto sia costata l’operazione di dotare alcune aree di telecamere collegate al Pincio, sappiamo però che nonostante tutto, Civitavecchia può essere tranquillamente considerata una città senza videosorveglianza. Anche i varchi hanno subito una battuta d’arresto, ora qualche timida ripresa c’è stata con il posizionamento e l’accensione di alcune telecamere posizionate in determinare zone della città. Ma siamo sicuri che sia questa la strada giusta da percorrere? Il compito di occuparsi di questo delicato settore è stato affidato all’assessore all’Innovazione tecnologica Gioia Perrone, che a quanto pare ha sbagliato le mosse. «Noi vogliamo portare Civitavecchia verso  un utilizzo responsabile e democratico della videosorveglianza – aveva dichiarato – perché se è vero che la videosorveglianza e il trattamento dei dati video sia in tempo reale, per la prevenzione e la salvaguardia del cittadini, sia a posteriori per l’analisi forense e il supporto nelle fasi processuali, è  ormai uno strumento fondamentale per garantire la sicurezza, è pur vero che saturare lo spazio pubblico con una miriade di telecamere è in contrasto con il nostro diritto alla privacy». Una posizione legittima, che purtroppo cozza terribilmente con il bisogno di sicurezza che i cittadini sempre di più avvertono in tutto il Paese. Di fronte a reati di qualunque tipo, l’assessore non può certo classificare la videosorveglianza come un mero fatto di privacy. Solo due giorni fa in zona mercato si è consumato uno scippo, con le forze dell’ordine che dovranno faticare non poco per arrivare all’identificazione dell’autore, visto che via dei Bastoni, oltre ad essere sprovviste dei telecamere è anche una zona buia. Evidentemente mancano le basi amministrative per rilanciare un progetto in grado di andare nella direzione della sicurezza pubblica, neppure si avverte l’esigenza di interpellare le forze dell’ordine per chiedere consigli. Infatti Gioia Perrone, probabilmente scambiando la videosorveglianza con un concorso di moda, “opta per il televoto”. L’assessore infatti si rivolge ai cittadini, chiedendo consigli, proposte e suggerimenti per il posizionamento delle telecamere, che poi il Comune valuterà. Benissimo, peccato che nessuno impedirebbe ad eventuali “professionisti del crimine” di infiltrarsi tra i suggeritori con proposte allettanti. Ma siamo nel campo delle ipotesi e come è noto l’assessore Perrone non è incline alle valutazioni preventive, ma preferisce andare sul problema solo quando si presenta concretamente, quando è tardi per capirsi.
E uno squillo al dirigente del commissariato? O al capitano dei Carabinieri? O ai vertici della Guardia di finanza? Possibile che il Comune non senta l’esigenza di riorganizzare la videosorveglianza su basi solide e soprattutto rendendola utile ed efficace? I comuni di Ladispoli e Santa Marinella già lo hanno fatto, a Civitavecchia invece cambiano le amministrazioni ma la realtà rimane sempre la stessa. Al momento, piaccia o meno, il controllo video non c’è e l’unica privacy tutelata è quella di chi  delinque.

Mariassunta Cozzolino

ULTIME NEWS