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Pd: "Un recesso inspiegabile"

Pd: "Un recesso inspiegabile"

Osservatorio ambientale. L'assessore Manuedda: "Niente dubbi e nessun contenzioso"

CIVITAVECCHIA – “Un recesso inspiegabile”. Così i consiglieri comunali del Pd Marco Piendibene, Rita Stella e Pietro Tidei definiscono l’uscita del comune di Civitavecchia dal Consorzio per la Gestione dell’Osservatorio Ambientale. 

“Quello che avevamo previsto, e che avevamo preannunciato durante i nostri interventi in Consiglio Comunale – hanno ribadito – si è puntualmente verificato: il recesso del comune di Civitavecchia dal consorzio per la gestione dell’osservatorio ambientale ha suscitato la reazione dei comuni di Tarquinia, Tolfa, Allumiere, Santa Marinella e Monte Romano che, con una dura missiva inviata anche alla regione Lazio nella quale si diffida il comune per un atto considerato illegittimo, hanno isolato il Comune per la presa di posizione assunta con la delibera del 30 ottobre scorso. Per una Amministrazione Comunale che si dichiara, a parole, attenta alle tematiche ambientali – hanno aggiunto – risulta difficilmente comprensibile un atto che ha la conseguenza di privarsi di una documentazione complementare ai dati forniti dall’Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale della Regione Lazio e che finge di non capire che l’efficacia delle misurazioni delle centraline gestite dalla Regione sarà seriamente inficiata da una lettura parziale degli agenti inquinanti”.

Secondo il gruppo consiliare, infatti, se prima si aveva la possibilità di leggere i dati di 14 centraline disposte sul comprensorio in modo pressoché circolare e si avevano i dati sulla direzione e sull’intensità del vento, si poteva avere idea da quale sito arrivavano gli inquinanti prevalenti “ma se rinuncio a quasi tutti questi dati – hanno sottolineato – e mi baso soltanto su due o tre centraline gestite dall’Arpa io posso solo rilevare la qualità dell’aria in una data zona ma senza poter valutare chi genera un eventuale sforamento dei limiti di legge”. Piendibene, Stella e Tidei ricordano poi quanto prodotto dal Consorzio in questi anni, in termini di documentazione scientifica, “e soprattutto – hanno aggiunto – sta continuando a sviluppare ponendosi come modello per tanti altre strutture di ricerca con simili finalità. Può una Regione Lazio, con le tante problematiche ambientali sul territorio amministrato, dedicare la stessa scrupolosità su un comprensorio come il nostro? È una domanda retorica alla quale i nostri amministratori a 5 stelle sanno sicuramente rispondere ma, purtroppo, sono costretti ad assumere una diversa posizione, tutta ideologica ed oltranzista, determinata durante la campagna elettorale delle scorse elezioni amministrative. A quel tempo potevano forse non conoscere la realtà ma oggi, dopo un anno e mezzo di governo dovrebbero sapere bene quali a quali conseguenze si espongono con un recesso unilaterale da un consorzio per la gestione dell’osservatorio ambientale. Un organismo – hanno concluso – nato per concorrere ad informare e tutelare la salute dei nostri concittadini e per tutti gli abitanti del comprensorio”.

L’assessore all’Ambiente Alessandro Manuedda ha quindi ribadito la validità della scelta presa dall’amministrazione comunale, sottolineando come “non ci sono dubbi né contenziosi. La decisione – ha evidenziato – è stata assunta nel pieno diritto e nei tempi previsti, dandone informazione con i due mesi di preavviso”. E ha annunciato che il Comune invierà delle controdeduzioni agli enti chiamati in causa dagli altri sindaci del comprensorio che, nei giorni scorsi, hanno messo in dubbio ed espresso perplessità sulla scelta del Pincio di uscire dal Consorzio.

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