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Quinta Stella: oggi udienza preliminare

TOLFA – Si tiene oggi al Tribunale di Civitavecchia l’udienza preliminare di un procedimento contro la RSA ‘‘Quinta Stella’’ di Tolfa che scaturisce da diverse segnalazioni e fra queste quella di Claudio Mocci, marito di Loredana Francesconi, scomparsa prematuramente ma mai dimenticata visto che è stata impiegata delle poste, sindacalista e stimata giornalista. «Mia moglie era malata di Alzheimer e non essendo autosufficiente era stata interdetta e io – spiega il marito della povera Loredana Francesconi, Claudio Mocci – ero stato nominato amministratore di sostegno dal giudice tutelare. Dalla struttura di Santa Marinella (Ancelle della Visitazione) ho portato mia moglie alla Rsa ‘‘Quinta Stella’’ per starle più vicino e andarla a trovare più spesso. Per tre volte l’ho ritrovata coi punti in faccia e già questa cosa mi preoccupava. Una mattina, mentre ero a Roma per lavoravo, sono stato chiamato dai responsabili della Quinta Stella che mi hanno detto che mia moglie era caduta ed era stata caricata sull’ambulanza del 118 e portata al San Paolo e tutto questo senza nessuno del personale della Rsa che l’ha accompagnata. Quando sono arrivato in ospedale l’ho ritrovata in un lago di sangue su una barella da sola. Il dottor Barbazza ha chiamato i vertici della Rsa per sapere cosa era successo e loro hanno riferito che mia moglie era caduta dal letto battendo la testa. Come è possibile visto che aveva le sbarre al letto? Quel giorno le hanno applicato vari punti di sutura e le è stato riscontrato un trauma alla bocca con perdite ematiche e un trauma cranico non commotivo. A questo punto sono andato dall’avvocato per diffidare i vertici della struttura intimando di non mandarla più da sola. Mia moglie è stata trasportata di nuovo alla Rsa e dopo due giorni sono stato richiamto dal medico di famiglia Venturino Mocci perchè si è accorto che Loredana necessitava di una lastra: è risultato che aveva una frattura dell’omero con distacco e nessuno della struttura se ne era accorto. Al San Paolo mi hanno detto che non si poteva operare perchè troppo debole e le hanno messo un tutore. Mi hanno anche detto che al pronto soccorso quelli della Rsa per telefono avevano detto che aveva sbattuto solo la testa. Sconvolto sono andato a parlare coi dirigenti. Dopo 4 giorni sono stato richiamato dalla Rsa e mi hanno detto che stavano trasportando Loredana in ospedale per una crisi epilettica, sono corso al San Paolo ma non arrivava e mi sono preoccupato; dopo lungo tempo è arrivata l’ambulanza e ad accompagnare mia moglie c’era una donna che ha detto espressamente di non essere un’addetta della Rsa. Anche il medico del pronto soccorso non ci ha visto chiaro perchè un semplice attacco di epilessia andava curato nella struttura. Già 5/6 mesi prima non si erano accorti che mia moglie non defecava questo perchè sicuramente non la cambiavano; trasportata all’ospedale di Tarquinia le hanno diagnosticato un fecaloma. E’ allucinante come l’hanno trattata: eppure pagavamo 1800 euro. Li ho denunciati per abbandono di incapaci e lesioni colpose. Per la Procura invece è solo abbandono di incapaci e mancanza di comunicazioni al prefetto. Ho riportato mia moglie a casa e dai 35 kg che pesava quando era nella Rsa si era rimessa perchè la facevamo mangiare. Ciò che affermo è vero e ho gli atti alla mano, ringrazio gli avvocati Pizzuti, Trippanera e Maruccio per l’aiuto e spero che oggi venga fatta giustizia». A difendere Mocci sono gli avvocati Trippanera e Maruccio. La Trippanera oggi proverà a entrare nel processo per fare in modo che questa sofferenza di Loredana e della sua famiglia non sia stata invano. «Cose di questo genere non devono accadere – spiega l’avvocato Trippanera – occorre che le persone più deboli siano tutelate al massimo. Purtroppo il signor Mocci non è indicato come ‘‘parte offesa’’, eppure ha vissuto in prima persona tutto il dramma».

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