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Tirrenica, sull’apertura degli accessi c’è l’ufficialità del Ministero

Tirrenica, sull’apertura degli accessi c’è l’ufficialità del Ministero

Il dicastero alle Infrastrutture ha messo nero su bianco l’impegno a lasciare aperti gli ingressi alla Farnesiana e Pantano di sopra fino a che non saranno realizzati il ponte sul Mignone e le complanari. Battaglia vinta dal comitato per il diritto alla Mobilità: «Senza il nostro intervento i residenti avrebbero dovuto pagare almeno per due anni il prezzo delle mancanze dell’amministrazione Mazzola, percorrendo il doppio dei chilometri»

TARQUINIA – La direzione per la vigilanza sulle concessioni autostradali nella persona del dottor Mauro Coletta ha messo nero su bianco ieri  l’impegno a lasciare aperti gli accessi della Farnesiana e di Pantano di sopra, utili a tutti i residenti della zona fin quando non sarà realizzato il ponte sul fiume Mignone, e quindi successivamente all’entrata in esercizio del lotto 6A dell’autostrada Tirrenica.

Finalmente un punto di chiarezza dopo anni di lavoro duro del Comitato per il diritto alla mobilità di Tarquinia che si è battuto  per un diritto pregiudicato dal progetto esecutivo proposto da Sat senza un ponte che collegasse le zone a monte e a valle del fiume Mignone con Tarquinia.

«Una battaglia coraggiosa i cui risultati erano tutt’altro che scontati – commentano dal comitato per il diritto alla mobilità di Tarquinia –  Ci sono voluti ben 5 incontri al Ministero delle Infrastrutture dove di parole se ne sono spese tante, mentre faticavano ad arrivare conferme scritte e formali sul mantenimento degli accessi,  per le quali si sono dovute esercitare non poche pressioni».

«E’ molto importante sottolineare – affermano dal comitato cittadino –  come del resto il documento del Ministero Infrastrutture riporta chiaramente rispondendo esplicitamente alla richiesta di chiarimenti e di accesso agli atti effettuata dal Comitato e da Italia Nostra Onlus, che il mantenimento degli accessi è stato motivo di persistente richiesta di questi ultimi alla Direzione generale del Mit».

«Nonostante sia legittimo gioire per aver vinto una battaglia importante, quella del ponte e del raccordo con lo svincolo per Civitavecchia – proseguono i cittadini – le criticità più macroscopiche del progetto, di fatto, mancherà una vera e propria viabilità complanare parallela e continua, e rimarrà la ferita ormai inguaribile dello scippo di una strada statale, la storica Aurelia, trasformata in strada a pedaggio a vantaggio di una società privata e nessun vantaggio per il territorio. La Tirrenica ha provocato molti problemi alla città di Tarquinia, alcuni già visibili, altri che solo il tempo ci restituirà permettendo di quantificarne i danni».

Non mancano stoccate al sindaco di Tarquinia  «che oggi si prende il merito per la pubblicazione della gara d’appalto per i lavori di realizzazione della variante contenente il ponte e il raccordo con lo svincolo di Civitavecchia». «È bene ricordare che senza il mantenimento degli accessi aperti – dicono dal comitato – i residenti avrebbero dovuto pagare almeno per due anni il prezzo delle mancanze di questa amministrazione, due anni durante i quali, senza questo successo del Comitato, avrebbero dovuto percorrere il doppio dei chilometri per gli spostamenti verso Tarquinia, un danno enorme per chi vive e lavora nelle zone interessate».

«Cogliamo l’occasione – concludono dal comitato – per ringraziare il presidente onorario di Italia Nostra onlus, il dottor Nicola Caracciolo che ha firmato tutte le richieste per l’accesso agli atti e che ha accompagnato personalmente il comitato per il diritto alla mobilità in tutti gli appuntamenti con il Ministero per garantire la giusta attenzione che spesso i cittadini non riescono ad avere. Oggi, il risultato di tante richieste, ricorsi e diffide è per tutti». (a.r.)

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