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Legge di stabilità e gioco d'azzardo: ecco cosa cambierà

Legge di stabilità e gioco d'azzardo: ecco cosa cambierà

Gli italiani sono un popolo di giocatori, e non si tratta di un luogo comune. Dati alla mano, nel nostro paese, il giro d’affari che ruota attorno alla dea bendata solo sui gratta e vinci è di 2 miliardi di euro. Un dato che fa riflettere soprattutto se confrontato con quello relativo alla minore propensione al risparmio registrata nel nostro paese negli ultimi anni. Il quadro che ne risulta è che dal 2009 in poi, cioè da quando la crisi economica ha iniziato ad erodere la capacità di spesa, sono aumentate le spese destinate al gioco d’azzardo. La correlazione tra questi eventi suggerisce anche ai più scettici che crisi economica e gioco vanno a braccetto.

La legge di Stabilità per il 2016 presenta un aumento sulle tasse delle slotmachine, ma sana quelle irregolari e rinnova tutte le concessioni. Se le opposizioni preparano emendamenti, il Ministero illustra i dati sui gratta e vinci, con cifre che superano i due miliardi. Questo sembra sfatare un pò di luoghi comuni che vede le macchinette come più pericolose socialmente rispetto ai più “innocui” gratta e vinci. Il gioco online a questo punto sembra essere il più controllato e quello sul quale i controlli sono fatti meglio e in modo più efficiente. Per giocare online infatti è necessario registrarsi, inviare il documento d’identità telematicamente (quindi si verifica la maggiore età) e la tassazione dei proventi del gioco viene fatta alla fonte, tutto registrato dai server del Ministero delle Finanze. Il giocatore che si registra per giocare alle roulette online su William Hill o su altri siti web con licenza AAMS, conosce a priori che si trova in un ambiente controllato e sicuro, nel quale il gioco viene imposto con regole. La stessa cosa non succede con le macchinette da bar che non richiedono la verifica della maggiore età e sono disponibili come qualsiasi videogame. Stessa cosa vale per i giocatori compulsivi da gratta e vinci, anche in questo caso, nessun controllo è imposto, ma come abbiamo visto le cifre che muovono sono nell’ordine dei miliardi di euro.

Il gioco è una importante fonte di prelievo fiscale, imprescindibile, infatti anche in questa legge di stabilità la voce “giochi” ha il segno più. Il prelievo fiscale di chi gioca d’azzardo non finisce mai, anzi, si inventando nuovi giochi (sono 57 i diversi “gratta e vinci”, 11 le lotterie, cinque i giochi tipo Superenalotto). Il governo Renzi sembra prendere un po’ da uno e un po’ dagli altri, tassando sia gli operatori che i consumatori finali di gioco, la legge di stabilità punta a raccogliere 600 milioni di euro in più, che però ha anche scelto, come contropartita per gli operatori delle slot, di rinnovare tutte le concessioni in scadenza e di sanare circa 5mila negozi, centri scommesse irregolari.

Detto questo la legge di stabilità interviene solo sulle slot, alzando la tassazione, con il prelievo erariale unico (il Preu) che passa per le Newslot dal 13 per cento al 15, e per le Vtl (le macchine di nuova generazione in cui, oltre alle monete, si possono inserire banconote) dal 5 per cento al 5,5. I dati sulla raccolta dei giochi sono pubblici, disponibili anno per anno dal 2009 al 2012 sul sito dell’AAMS (Amministrazione Autonomo Monopoli di Stato)

Gli emendamenti presentati fino ad ora, propongono di alzare ancora la tassazione, poi c’è la legge presentata dai Cinque stelle che punta a vietare la pubblicità. C’è anche un altro emendamento presentato da Sel, che propone che la Rai, già sovvenzionata dal canone, rinunci alla raccolta pubblicitaria di giochi e scommesse.

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