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La Madonna del Rosario di Pompei ''Pellegrina'' nelle chiese di Tarquinia e Civitavecchia

La Madonna del Rosario di Pompei ''Pellegrina'' nelle chiese di Tarquinia e Civitavecchia

In occasione dell’Anno Mariano, dal 14 al 22 novembre la diocesi accoglierà – nel Duomo  del paese etrusco e nella Cattedrale della città portuale - la sacra icona proveniente dal Santuario di Pompei. Previste iniziative di preghiera e incontri di spiritualità ogni giorno

TARQUINIA – In occasione dell’Anno Mariano, dal 14 al 22 novembre la diocesi accoglierà – nel Duomo di Tarquinia e nella Cattedrale di Civitavecchia – la sacra icona proveniente dal Santuario di Pompei. Previste iniziative di preghiera e incontri di spiritualità ogni giorno. I sindaci di Tarquinia e di Civitavecchia offriranno alla Madonna le chiavi delle due città.

L’immagine della Madonna del Rosario di Pompei sarà accolta dalla Chiesa di Civitavecchia-Tarquinia per implorare il dono della Misericordia. La presenza della sacra immagine, dal 14 al 22 ottobre nel Duomo di Tarquinia e nella Cattedrale di Civitavecchia, sarà l’ultimo degli appuntamenti diocesani per l’Anno Mariano che si concluderà il prossimo 13 dicembre con l’inizio del Giubileo della Misericordia.

Sabato 14 novembre, alle ore 17, il quadro della Madonna verrà accolto all’Ospedale di Tarquinia per proseguire in processione verso il Duomo dove, alle ore 18, il vescovo Luigi Marrucci presiederà la celebrazione eucaristica e il sindaco Mauro Mazzola offrirà a Maria le chiavi della città. La serata proseguirà alle ore 21 con la proiezione del video “Pompei, la valle dei miracoli”.

La domenica, tra gli appuntamenti più importanti, vi sarà alle ore 11.30 la celebrazione eucaristica con la supplica alla madonna e, nel pomeriggio, il pellegrinaggio dai paesi e dalle parrocchie di città della zona pastorale di Tarquinia. Alle ore 21 la Via lucis con la rinnovazione delle promesse battesimali.

Il 16 novembre, sarà la giornata dedicata ai malati con la celebrazione eucaristica nella Casa di Riposo “Marchesa Ferrari” e la visita ai malati nelle case e alle mamme che hanno partorito in ospedale. Alle ore 12, insieme agli studenti delle scuole, si terrà la supplica alla Madonna mentre la sera, alle 21, la Buona notte a Maria con la preghiera per le famiglie e i fidanzati.

Martedì 17 dicembre, dopo le lodi e la celebrazione del mattino, la sacra immagine verrà trasferita al Monastero Santa Lucia ed alle 15.30 il saluto all’icona prima della partenza per Civitavecchia. Sempre martedì 17 novembre alle ore 17 verrà accolta a Piazza Calamatta e portata in processione verso la Cattedrale insieme alle associazioni di malati e disabili. Alle ore 18 il vescovo Marrucci presiederà la celebrazione eucaristica. Mercoledì 18 novembre al mattino ci sarà la visita ai malati presso l’Ospedale San Paolo e alle ore 12 la supplica alla Madonna con il pellegrinaggio delle parrocchie della Cattedrale, S. Maria Assunta, Martiri Giapponesi, S. Francesco di Paola insieme a quelle di Allumiere, La Bianca e Tolfa.

Giovedì 19 novembre alle 9 è in programma il pellegrinaggio del presbiterio diocesano e la concelebrazione Eucaristica e la consacrazione a Maria presieduta dall’arcivescovo Tommaso Caputo, prelato di Pompei, con l’offerta a Maria delle chiavi della città da parte del sindaco Antonio Cozzolino. Alle ore 11.30 la preghiera del Rosario con la supplica alla Madonna e il pellegrinaggio delle religiose, delle consacrate e delle parrocchie S. Gordiano, S. Famiglia, Gesù Divino Lavoratore, S. Cuore, S. Felice da Cantalice.

Il 20 novembre, alle ore 10 la celebrazione eucaristica con la visita ai malati nelle famiglie. Alle ore 12 la supplica alla Madonna con il pellegrinaggio delle Parrocchie SS. Trinità, S. Giuseppe, S. Liborio, S. Pio X, S. Pietro, S. Agostino.

Il 21 novembre, al mattino, continua la visita ai malati nelle famiglie e, alle ore 12, la supplica alla Madonna con il pellegrinaggio dei movimenti, delle associazioni, dei gruppi ecclesiali e giovanili. Alle ore 21 la Via Lucis con la rinnovazione delle promesse battesimali .

Domenica 22 novembre, alle ore 12 la supplica alla Madonna con la celebrazione eucaristica presieduta dal vescovo Marrucci e il saluto alla sacra immagine.

La storia della sacra immagine di Pompei

L’immagine «pellegrina» della Madonna di Pompei, proveniente dal santuario che sorge non lontano dalla zona archeologica dove è stata riportata alla luce la città sepolta dalle ceneri del Vesuvio nell’agosto del 79 d.C. Il santuario oggi può essere a ragione definito il cuore vivo e pulsante della Nuova Pompei, città che si è andata sviluppando attorno all’imponente chiesa, che con il maestoso campanile domina la vasta piazza intitolata al fondatore del santuario e delle opere pompeiane: il beato Bartolo Longo.

Fu quest’uomo di Dio, avvocato incaricato di curare gli interessi della contessa Marianna de Fusco, proprietaria di grandi aree terriere in quella zona, a intraprendere un’opera di evangelizzazione e di assistenza ai contadini, che vivevano in condizione di estrema povertà e ignoranza religiosa. Sostenuto dalla contessa, Bartolo Longo cominciò ad istituire la confraternita del Santo Rosario e a raccogliere i fedeli per il catechismo e la recita della corona nella piccola chiesa parrocchiale, dove espose dal 13 novembre 1875 quella che diverrà la più celebre raffigurazione del mondo della Vergine del Rosario, ricevuta in dono da un monastero di Napoli. Il quadro, opera seicentesca attribuita a Luca Giordano, fece il suo ingresso a Pompei su un carro di letame, un povero aiuto offerto da un carrettiere per il trasporto dell’effigie che diverrà oggetto di grande devozione da parte dei fedeli in tutto il mondo. L’8 maggio 1876, con la questua di “un soldo al mese”, Bartolo Longo iniziò la realizzazione del grandioso santuario che venne inaugurato nel 1887. Fu accompagnato in quest’opera dall’entusiasmo dei fedeli che in numero sempre maggiore ricorrevano alla Madonna e che testimoniavano prodigi e grazie ottenuti davanti alla sua immagine.

Attorno al santuario si affiancarono ben presto un numero prodigioso di opere benefiche, nate dal cuore misericordioso di Bartolo Longo, tra cui un orfanatrofio, una congregazione religiosa femminile, un istituto per i figli dei carcerati, l’arrivo di sacerdoti e religiosi; laboratori, una tipografia e un centro di ospitalità per i pellegrini che trasformarono la Pompei di poco più di 300 abitanti in una grande “cittadella della carità”, testimonianza vivente dell’autentico fervore religioso che unisce la preghiera e il culto mariano a concrete opere di carità e di misericordia. Iniziative che dopo la morte dell’apostolo del Rosario si sono moltiplicate fino ai nostri giorni.

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